Un’operazione antiterrorismo coordinata dalla Dda di Bari ha portato all’esecuzione di due diversi provvedimenti nei confronti di due fratelli tunisini residenti a Foggia. Uno di loro, Kamel Sadraoui di 34 anni, residente a Carapelle, è stato sottoposto a fermo per apologia di terrorismo e detenzione di armi. Secondo le accuse, aveva condiviso su Facebook video che esaltavano le azioni terrostiche, filmati che accompagnava con la frase ‘lo Stato islamico sopravviverà’. Al fratello, rintracciato a Padova, è stato notificato un decreto di espulsione.
L’indagine della Digos di Bari, in collaborazione con quelle di Foggia e Padova e sotto il coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione (Ucigos), è finalizzata a “prevenire e debellare – si legge in una nota della questura di Bari – il fenomeno dei cosiddetti lupi solitari ispirati dal Daesh”.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che entrambi i fratelli erano, via Facebook e con altre chat, in contatto con persone ritenute vicine all’estremismo islamico, condividendo anche sui social network post inneggianti all’Isis.L’inchiesta è stata coordinata dai pm della Dda di Bari Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio ed è stata denominata Barakaat.
Sadraoui, ha accertato la polizia, aveva anche contatti con la criminalità organizzata locale e viveva in condizioni di estremo disagio sociale: un particolare, ha spiegato il pm Gatti, che può favorire il processo di radicalizzazione. Il giovane tunisino condivideva le frasi e i video inneggianti al terrorismo (una per esempio riguardava la strage al Bataclan) con il fratello che ha 32 anni e che, dopo un periodo di permanenza nella provincia di Foggia, vive a Padova senza una dimora fissa.
Quest’ultimo è stato destinatario di un provvedimento di espulsione. Sadraoui e considerato un soggetto pericoloso e per questo quando è stato arrestato, a frebbraio, e intervenuto il reparto speciale dei Nocs.

