
Al termine di una breve attività di indagine gli agenti della Polizia di Stato – Commissariato di Cerignola, hanno arrestato tre cittadine di nazionalità rumena, responsabili del reato di tentata estorsione in concorso, violenza, minaccia e lesioni nei confronti di una ragazza connazionale dedita alla prostituzione in via Manfredonia a Cerignola.
La giovane donna, lo scorso 22 maggio ha presentato denuncia dichiarando di esercitare l’attività di meretricio e di essere stata vittima di aggressione da parte di tre donne di nazionalità rumena che le avevano imposto il pizzo per continuare la sua attività, rivendicando il luogo dello stazionamento della donna come di loro “proprietà”. Durante le minacce, la ragazza è stata brutalmente malmenata, trascinata per i capelli, spinta a terra e scaraventata più volte di testa sul marciapiede, tanto da rendere necessario l’intervento del 118 con successivo ricovero al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cerignola per trauma cranico ed escoriazioni. Per lei prognosi di otto giorni.
Il racconto della giovane ha trovato riscontro anche nelle dichiarazioni rese da due sue amiche, anch’esse dedite all’attività di meretricio. Una volta denunciato l’accaduto, il 23 maggio la ragazza, insieme alle sue amiche, è tornata a svolgere la sua attività, nello stesso luogo. Dopo poco, sono sopraggiunte le tre malviventi, armate di bastoni, con una catena montata sulla parte terminale. Appostati, però, vi erano i poliziotti che, resisi conto di quanto stava accadendo, sono usciti allo scoperto bloccando le tre donne, riuscendo con non poca fatica a disarmarle. Tutte e tre le donne sono state dichiarate in stato d’arresto per il reato di tentata estorsione, violenza, minaccia e lesioni e accompagnate presso la Casa Circondariale a disposizione della Procura della Repubblica di Foggia.
Nomi delle arrestate: Daniela Minodora Paraluta, classe 1998, Ana Maria Simiuc, classe 1991 e Mariana Roxana Cerashela Gionea, classe 1991.


Gli alberi sono riuniti in assemblea per eleggere il loro sovrano. E quale scelta migliore se non quella dell’ulivo, pianta feconda e preziosa, tipica del panorama mediterraneo? Ma ecco la sua replica: “Rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dèi e uomini e andrò ad agitarmi sugli alberi?”. Come allora non pensare al fico, i cui frutti sono deliziosi e il cui fogliame fa ombra, tant’è vero che per dire che si era in pace nella Bibbia si dichiarava che “ognuno viveva all’ombra del suo fico”? Ma anche il fico declina l’invito: “Rinuncerò alla mia dolcezza e al mio frutto squisito e andrò ad agitarmi sugli alberi?”. Tocca allora alla terza pianta tipica della terra di Israele, la vite. Ma identica è la risposta: “Rinuncerò al mio mosto che allieta dèi e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi”? A questo punto non rimane che il rovo. E la sua risposta è: “Se ungerete me re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra. Altrimenti esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano!” Ad onore e gloria di Papa Francesco!