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Home » In Daunia venenum, proprietario terreno risponde al gip. La difesa: “Accuse fragili”

In Daunia venenum, proprietario terreno risponde al gip. La difesa: “Accuse fragili”

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Si stanno svolgendo in tribunale a Foggia, davanti al gip Armando Dello Iacovo gli interrogatori di garanzia degli arrestati nel blitz sul traffico di rifiuti in Capitanata. Questa mattina uno dei proprietari dei terreni, il 42enne Ranieri Minischetti, residente a San Severo, pur potendosi avvalere della facoltà di rimanere in silenzio, ha deciso di rispondere alle domande del giudice.

Minischetti, assistito dagli avvocati Giuseppe e Raffaele Casale, ha rappresentato che la sua è un’azienda biologica che per legge deve utilizzare il concime organico. Questo concime viene prodotto dagli impianti di compostaggio che sono soggetti a controlli periodici e rigide certificazioni.

Il privato-acquirente deve necessariamente fare affidamento sulle autorizzazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione. Il locatario dei terreni su cui viene installato l’impianto di compostaggio non può sapere in alcun modo se la società produttrice rispetti o meno tutte le procedure.

La difesa ritiene che gli elementi su cui si fonda l’accusa nei confronti di Minischietti siano fragili e discutibili, per questo, subito dopo l’interrogatorio di garanzia, ricorrerà al Tribunale della libertà per chiedere una rivalutazione del provvedimento restrittivo.

Tags: FoggiaIn Daunia venenumRanieri MinischettirifiutiSan Severo
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