Un’imbarcazione a vela battente bandiera del Delaware (Stati Uniti d’America). Peccato che ci fosse la v invece della w. Un errore che ha tradito i tre scafisti ucraini che si spacciavano per turisti americani, al fine di passare inosservati e scaricare migranti sulle coste del Gargano. I tre, inoltre, non conoscevano nemmeno una parola di inglese. “Grazie a un’indagine da manuale, piena di pathos e colpi di scena, abbiamo scoperto come questi soggetti utilizzavano le coste del Gargano per lo sbarco di numerosi profughi”. Queste le parole del sostituto procuratore Francesca Pirrelli che stamattina, a Foggia, ha raccontato alla stampa i dettagli dell’operazione “Pathos”. Ben tre gli sbarchi negli ultimi tre mesi sul Gargano. Per circa 200 migranti. L’ultimo, però, è stato ricostruito dagli investigatori in tutti i suoi particolari. A cominciare dalla partenza, avvenuta in Turchia. Ogni migrante, in base alla distanza tra luogo di residenza e porto, ha pagato tra i 7000 e gli 11000 euro per salire a bordo della barca a vela. Ben 38 persone (10 uomini, 11 donne e 17 bambini) hanno viaggiato per otto giorni ammassati nella stiva della barca, a rischio asfissia, con un solo bagno a disposizione e i soli viveri recuperati prima di salpare.
Un inferno dentro una barca di lusso. Questa la nuova frontiera del business dei migranti. Gli scafisti, probabilmente sostenuti dalla criminalità locale che potrebbe aver indicato i luoghi dove sbarcare, utilizzano imbarcazioni insospettabili ad una prima occhiata. Bravi sono stati gli investigatori della Guardia di Finanza ad intuire il tranello. I tre scafisti sono stati bloccati poche ore dopo lo sbarco dei profughi in località Porto Greco tra Vieste e Mattinata. La barca era stata già totalmente ripulita. “In questo sono stati diabolici”, il commento degli uomini delle fiamme gialle. Tutto sembrava tranne una stiva che qualche ora prima ospitava 38 persone in condizioni da terzo mondo. Ma l’errore grammaticale sul nome dello Stato americano e la mancata conoscenza della lingua inglese da parte dei tre, ha svelato l’arcano. Dopo le foto segnaletiche, sono stati gli stessi profughi a riconoscere nei tre soggetti gli scafisti che dalla Turchia li avevano dirottati sul Gargano. Manette ai polsi per Serhii Nikolaiev, 44enne comandante dell’imbarcazione, Volodymir Yarush, 43enne e Vitalii Khmelyk, 30enne. Tutti nati in Ucraina.
Indagini sono ancora in corso per risalire ai reali proprietari della barca a vela e ai presunti complici italiani. “Gargano e Salento – hanno evidenziato durante la conferenza stampa in Procura – stanno diventando sempre più mete degli sbarchi di clandestini”.


