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Home » Beni confiscati alla mafia, filiera etica del pomodoro nel terreno del boss

Beni confiscati alla mafia, filiera etica del pomodoro nel terreno del boss

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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Immagine d’archivio

Con la terza edizione del “Bando Beni Confiscati”, la Fondazione Con il Sud finanzierà 17 nuovi progetti di valorizzazione di immobili sequestrati alle Mafie nel Mezzogiorno, per un totale di 6,8 milioni di euro. A darne notizia è la Fondazione stessa che, sul proprio sito, ha pubblicato l’elenco dei progetti scelti. Tra i selezionati c’è anche il progetto della cooperativa sociale di Cerignola “Pietra di Scarto”, impresa nata nel 1996 con l’obiettivo di realizzare l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà.

Proprio a Cerignola, in un terreno e un immobile confiscato al boss Rosario Giordano, affiliato al clan Piarulli-Ferraro particolarmente attivo nella zona tra gli anni ‘80 e ‘90 e influente ancora oggi, con un contributo di 319mila euro sarà realizzato il progetto “Ciascuno cresce solo se sognato”, una filiera etica per la produzione e trasformazione del pomodoro che coinvolgerà i piccoli produttori ed i lavoratori vittime di sfruttamento, con particolare attenzione all’inclusione lavorativa femminile e dei migranti. La comunità locale, inoltre, sarà coinvolta in eventi di valorizzazione delle tradizioni popolari, spazi di produzione condivisa della passata di pomodoro per famiglie e gruppi, incontri formativi con bambini delle scuole primarie.

Il progetto “Ciascuno cresce solo se sognato” della cooperativa sociale “Pietra di Scarto” è sostenuto dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, dal C.t.m. Altromercato, Alpaa di Foggia, F.l.a.i. C.g.i.l., S.g.s. Agricola ed A.t.o. di Cerignola.

Tags: beni confiscatiCerignolamafiePietra di Scarto
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