È di ieri l’ennesimo agguato mortale in questa terra. Un altro morto”. Ad affermarlo il Sindacato Autonomo Polizia a poche ore dall’uccisione di Matteo Sponsillo, il 54enne guardiano freddato in via Ilaria Alpi. “Foggia e la Capitanata sono un caso nazionale. Sono anni che chiediamo l’istituzione del Reparto prevenzione crimine. Oggi, forse, chissà. Sono anni che chiediamo l’istituzione della Dia. Oggi, forse, chissà. Sono anni che chiediamo che la squadra mobile di questa città venga elevata e diretta da un primo dirigente con tutto quello che ne consegue. Oggi, forse, chissà. Sono anni che chiediamo rinforzi per dare ai cittadini di questa terra sicurezza e più controllo del territorio. Oggi, forse, chissà. Al momento – aggiungono i poliziotti – solo promesse. Chiacchiere”.
Per il Sap la realtà è invece un’altra: “Il piano di rinforzo delle località balneari di questa terra è del tutto insufficiente, anche rispetto allo scorso anno. La polizia postale di questa terra tra non molto chiuderà. Il Cara di Borgo Mezzanone sta per essere ampliato e niente rinforzi. L’emergenza immigrati è sotto gli occhi di tutti e niente rinforzi. Addirittura stiamo rimanendo senza mezzi. Di chi è il problema?”
Queste in sintesi, le problematiche che attanagliano la Capitanata. “Dove vi sono ormai acclarati ben 28 clan mafiosi, dove l’agguato mortale non è la normalità. Qualche giorno fa anche tramite mass media, abbiamo riferito che il nuovo questore si insedierà il prossimo 1 agosto. Speriamo anche che il prima possibile venga nominato il nuovo procuratore capo. Facendo nostro l’ordine del giorno presentato dal Comune di Foggia, per richiamare l’attenzione anche sugli uffici giudiziari di Capitanata. Perché noi del Sap, ribadiamo che la provincia di Foggia non può più aspettare”.

