Colpito all’addome e sotto il costato. Così è morto Matteo Sponsillo, 54enne guardiano di cantieri edili a Foggia. Ad ammazzarlo, giovedì pomeriggio scorso in via Ilaria Alpi, una o forse due persone con un revolver. La polizia, infatti, non ha trovato bossoli sull’asfalto. Sponsillo è morto nella notte, intorno alle 2, a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni. Fatale un’emorragia interna. Dopo l’autopsia, due proiettili recuperati dal corpo dell’uomo sono stati inviati alla scientifica per le comparazioni balistiche. L’obiettivo è accertare se l’arma sia stata utilizzata già in passato. Difficile il lavoro degli investigatori a causa dell’assenza di videosorveglianza nel luogo dell’omicidio. La squadra mobile, però, non demorde e cerca elementi utili alle indagini nei filmati registrati dalle telecamere poste nelle strade limitrofe a via Alpi.
Ad agire, come detto, sarebbero state due persone, a bordo di uno scooter e con volti travisati da caschi integrali. I killer hanno affiancato la Fiat 600 blu dell’uomo esplodendo quattro colpi. Inutile il tentativo della vittima di ripararsi lanciandosi all’esterno del veicolo. Gli uomini della squadra mobile indagano sul movente ma lo stato di incensuratezza del 54enne lascia aperte molte piste. Una porterebbe al racket della guardiania, vecchio business della malavita locale che cerca di imporre le assunzioni ai costruttori della città.
Stamattina, intanto, si sono celebrati i funerali di Sponsillo, definito un uomo per bene, con moglie e tre figli che non si danno pace per la fine del loro familiare, ritenuto del tutto estraneo al mondo della criminalità. La vittima lavorava presso quel cantiere da circa 3 anni con orari abitudinari. Attaccava alle 16 e 30 e rimaneva all’esterno della struttura fino alle 7 del mattino seguente, alla riapertura dei lavori. Solitamente sostava proprio nella sua Fiat 600. I killer sapevano perfettamente quando e dove colpirlo.

