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Home » Condizioni da terzo mondo nei campi foggiani, un arresto. Denunciata anche una donna

Condizioni da terzo mondo nei campi foggiani, un arresto. Denunciata anche una donna

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Paghe misere e condizioni da terzo mondo in un campo di Arpinova, in un fondo agricolo ai confini dei territori comunali di Foggia e San Marco in Lamis. I carabinieri hanno scoperchiato l’ennesima storia di sfruttamento e degrado in questa provincia. Due uomini, uno del Mali l’altro della Costa d’Avorio, entrambi regolari sul territorio italiano, venivano sfruttati da un 37enne maliano, Mohamoudou Senou, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. L’uomo trasportava i lavoratori in un terreno di un donna di 67 anni, P.N. di San Giovanni Rotondo.

Proprio i militari della città di San Pio, in collaborazione coi colleghi di San Marco in Lamis e Rignano Garganico e personale dello Spesal dell’Asl di Foggia, hanno arrestato Senou dopo circa 15 giorni di pedinamenti e altra attività investigativa. Il furgone, del tutto insicuro e privo della copertura assicurativa, utilizzato per il trasporto degli extracomunitari, è stato bloccato all’arrivo nel fondo agricolo dove i carabinieri hanno scoperto un rudere privo dei più necessari servizi e le miserrime condizioni alloggiativi nelle quali i lavoratori trascorrevano le poche ore di riposo. Una baracca senza luce e acqua. I due sfruttati erano impiegati nella pulitura del terreno, estirpandolo dalle erbacce in vista della raccolta dei pomodori che, molto probabilmente avrebbe interessato anche altri lavoratori, pronti ad essere “schiavizzati” per pochi spiccioli. 

Il maliano riceveva la paga dalla proprietaria per poi distribuirla ai lavoratori al netto delle “trattenute” per le spese di trasporto. 9 euro all’ora, 5 nelle tasche dell’intermediario, 4 in quelle dei lavoratori. Per tutti questi motivi, Senou è stato portato in carcere a Foggia, mentre alla datrice di lavoro che risponderà del concorso nello stesso reato, sono anche state contestate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, con relative sanzioni per un totale di circa 17mila euro. Sequestro penale per il furgone usato dall’arrestato. In corso approfondimenti tecnici per verificarne la provenienza.

Stamattina in conferenza stampa, il comandante provinciale Marco Aquilio ha invitato i lavoratori onesti e i proprietari dei terreni locali a segnalare casi analoghi di sfruttamento, così da arginare il triste fenomeno del caporalato.

Tags: caporalatocarabinieriFoggia
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