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Home » Decapitata centrale della droga a San Severo, arrestati i “mercanti di morte”

Decapitata centrale della droga a San Severo, arrestati i “mercanti di morte”

Di Francesco Pesante
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Decapitata la centrale dello spaccio a San Severo. Stanotte il maxi blitz al quartiere San Berardino da parte di circa 150 carabinieri. Impegnati i militari della compagnia di San Giovanni Rotondo con l’ausilio di unità cinofile del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno e 60 uomini dell’Arma direttamente dal Comando Provinciale di Foggia. Arrestati il capo di un’organizzazione dedita al traffico di droga, Luigi De Cesare, 40enne di San Severo, Giovanni Fattibene 38enne di San Giovanni e Tafil Lecini, 43enne albanese che riforniva la piazza di sostanze stupefacenti. In particolare eroina e cocaina. Operazione “Quartiere” è stata denominata dai carabinieri poiché bastava indicare quel rione per concludere affari coi clienti. I compratori, infatti, si recavano in zona e poi venivano accompagnati da alcune vedette al cospetto dello stesso De Cesare o dei suoi sodali. Giungevano clienti anche da Molise, Abruzzo e Basilicata. Stimato in 60mila euro a settimana il giro d’affari. Una rete fitta di persone vigilava su San Berardino stile Scampia a Napoli. Un’organizzazione impeccabile, difficile da penetrare per le forze dell’ordine. Un quarto uomo, componente attivo della banda di spacciatori, è attivamente ricercato.

“Mercanti di morte”, così, stamattina, sono stati ribattezzati gli arrestati dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa. Già, perché l’indagine partì a seguito del suicidio di Roberto Giuliani, avvenuto il 29 dicembre 2015 a Borgo Celano (frazione di San Marco in Lamis). Il giovane, 34 anni, fu ritrovato impiccato. Da successivi accertamenti emerse che Giuliani aveva una dipendenza dall’eroina e che pochi attimi prima di farla finita aveva tentato di contattare uno degli odierni arrestati, ovvero Fattibene.  

Bonaccorso
Mario Giampietro

Durante le indagini è emerso in modo significativo, il modo che i clienti dovevano rispettare nei contatti telefonici, presentandosi rammentando al pusher il colore delle proprie auto e proponendosi per un caffè insieme o allettandolo nel caso di movimenti “sospetti” che potessero far pensare alla presenza dei carabinieri, oltre al continuo cambio dei luoghi dove avvenivano gli incontri, per rimanendo sempre il “quartiere” il cuore di ogni attività, dove gli stessi non solo possono contare su un silenzio che più di omertà sa di complicità, ma addirittura sulla disponibilità, anche da parte di donne e ragazzi a intervenire per strada di persona per confondere i loro movimenti o, addirittura, per frapposti tra indagati e carabinieri così da impedire i controlli. In uno dei casi, la moglie di un cliente, dopo che il marito aveva avuto la droga, chiama lo spacciatore presentatosi con il nome di una nota attrice e riferisce che il marito l’aveva incaricata di avvisarlo che “…oggi è bruttissimo là!… ti voleva avvisare, hai capito?”

In un’altra telefonata, tra due degli indagati: A: “…ma che ci sono sbirri dietro a te?” B: “L’hai visti, per fortuna, aspetta, se ne stanno andando” A: “Stavano di qua. Io ti volevo avvisare, è per questo che ti ho chiamato” B: “…qua ci dobbiamo stare accorti, che…” A: “E si, ma mi hai visto dove stavo io” B: “Si, ti ho visto, vengo io da quella via, dai” A: “E ià, fai subito che me ne devo andare” B: “Ciao” A: “Apri gli occhi”.

Tutta la roba sequestrata

Nel corso delle indagini, i militari hanno rinvenuto occultati all’interno di una cisterna interrata nella proprietà di due congiunti, 15 involucri termosigillati, contenenti circa otto chili di eroina, dai quali, stando alle tabelle ministeriali, sarebbe stato possibile ricavare 15.750 dosi, circa un chilo di cocaina, dai quali sarebbe stato possibile ricavare 5.171 dosi, nonché 90 grammi di marijuana, pari a 89 dosi. Il valore economico al dettaglio della droga sarebbe stato complessivamente di circa 650.000 euro. Nell’ambito della medesima attività era stato sequestrato anche tutto il necessario per la realizzazione dei cosiddetti “panetti”, ovvero una pressa idraulica di grosse dimensioni, alcuni bilancini di precisione e buste per il confezionamento, e contante per circa 2.300 euro, probabile provento dell’attività illecita.

Un arresto in flagranza di reato

L’operazione odierna ha inoltre consentito di trarre in arresto in flagranza di reato, una persona – Nazario Ricciardi, classe ’78 – e di sottoporre a sequestro una pistola Glock calibro 9×21, con un colpo già camerati e quindi pronta all’uso, con matricola abrasa, completa di tre serbatoi contenenti in totale 40 cartucce, più altre conservate a parte, e venti grammi di cocaina. Gli arrestati sono ritenuti tra i principali responsabili del mercato della droga a San Severo anche per la qualità della sostanza. Dice uno degli spacciatori: “Se hai una 20 ti faccio rimané contento”.

Tags: carabinieridrogaGiovanni FattibeneLuigi De CesareSan Severo
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