Il personale del commissariato di polizia di San Severo diretto dal vicequestore aggiunto, Cristina Finizio, ieri ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Foggia – ufficio del gip – su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Marco Gambardella, a carico di Michele Nicola De Stasio, classe ’63 per circonvenzione di incapace aggravata.
Il procedimento penale ha tratto origine da un semplice esposto anonimo, manoscritto, pervenuto a fine 2016. Nell’esposto si narrava che da circa un anno e mezzo un’umile famiglia, veniva raggirata da una persona che dietro la promessa di vendere un motociclo, un tre ruote, ha sottratto alle vittime circa 40.000 euro. I primi accertamenti, volti appunto a individuare il nucleo familiare, in effetti davano immediata contezza di una piccola famigliola semplice, umile, composta da persone fragili, deboli, non in grado di percepire il “male”, di analizzare la realtà e di comprendere la conseguenze di determinati comportamenti. Pertanto, personale del commissariato di polizia di San Severo, accertata appunto la “debolezza” di questa famiglia, dotata comunque di un dignitoso reddito, con caparbia, guidati dal sostituto procuratore Gambardella, hanno iniziato una delicata attività investigativa, al fine appunto di approfondire quanto paventato in un semplice esposto anonimo, esposti che spesso si rivelano non veritieri e pretestuosi. Invece, in questo caso, l’esposto è risultato fondato e ha dato l’input ad una meticolosa e fruttuosa attività di indagine.
Con molta cautela, pertanto, si sono assunte informazioni proprio dal povero anziano, persona buona e con uno stato di deficienza psichica, che, completamente soggiogato, ha ingenuamente raccontato la sua storia e cioè che circa un anno e mezzo fa aveva messo in giro la voce che gli serviva un motociclo, propriamente un tre ruote, usato. Così dopo alcuni giorni, in una zona dove solitamente si intrattengono i contadini in pensione spontaneamente gli si è presentato un uomo che diceva di chiamarsi Michele De Stasio dicendo che poteva soddisfare il suo desiderio. Dopo tre giorni, infatti, Michele De Stasio si è presentato davanti casa sua, con un tre ruote Ape 50 di colore verde, di cui immediatamente il povero uomo si è letteralmente “innamorato”, tant’è che subito ha consegnato a De Stasio 2.000 euro in contanti. De Stasio però non gli ha mai consegnato il tre ruote perché, ogni volta inventava una scusa e proprio per questo si presentava quasi tutti i giorni a casa della sua ignara vittima chiedendogli i soldi ora per la targa, ora per il passaggio di proprietà, o per altre fantasiose adempienze burocratiche, attuando così il suo squallido disegno criminale. E così l’anziano uomo, desideroso di realizzare il sogno di possedere un Ape ha consegnato a De Stasio più di 20.000 euro, che per lui era una “brava persona” che presto gli avrebbe consegnato l’agognato tre ruote. Anche i familiari della vittima, che pure avevano cercato di mettere in guardia il proprio congiunto, dubitando, appunto, della bontà dell’affare, confermavano queste circostanze. In particolar modo una nipote dello stesso, cui si erano rivolti i figli e la moglie della vittima allarmati dai continui prelievi del familiare, evidenziava che lo zio veniva appunto circuito da De Stasio, tanto che lo stesso aveva anche attivato una postpay, consegnata a De Stasio, sulla quale aveva fatto accreditare la sua pensione. In effetti il povero uomo non sapeva neanche cosa fosse la postpay. La stessa più volte aveva invitato lo zio a non consegnare i soldi a De Stasio cercando di fargli capire che quell’uomo lo stava raggirando, ma invano perché lo zio continuava a consegnare soldi in contanti a De Stasio, nel pieno convincimento della buona fede della sua controparte. Anzi, la povera vittima continuava a consegnare il danaro anche dopo essere stato ascoltato negli uffici del commissariato. Ingenuamente aveva raccontato al suo carnefice di essere stato ascoltato dalla polizia tanto che De Stasio gli raccomandava di non fare il suo nome. Da questo momento in poi De Stasio non si presentava più giornalmente a casa della vittima ma solo nei giorni vicini al 1° di ogni mese, ovvero nei giorni immediatamente precedenti o successivi all’accredito della pensione.
L’attività investigativa, i numerosissimi servizi di appostamento e i riscontri presso l’ufficio postale hanno dimostrato appieno l’attività criminosa in atto, con la quale De Stasio è riuscito a sottrarre circa 40,000,00 euro. De Stasio non ha mai avuto un momento di resipiscenza, anzi ha continuato nel suo turpe proposito delinquenziale anche successivamente al suo arresto avvenuto a fine maggio per altri fatti, dove sottoposto agli arresti domiciliari, avvalendosi di terze persone continuava a comunicare con il vecchietto e ogni primo del mese si faceva consegnare, nel portone di casa sua, somme di danaro in contanti. Addirittura, gli ultimi incontri sono avvenuti proprio qualche giorno fa. Ora De Stasio si trova in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

