Fine dell’incubo per Marco Insalata e Gianni Trisciuoglio, raggiunti due anni fa da un’interdittiva antimafia spiccata dalla Prefettura di Foggia. I due imprenditori si sono visti revocato il provvedimento nei confronti delle loro società Ctm, Adriatica Servizi e Pfc. Stop al controllo giudiziario, così come deciso anche dal Tribunale di prevenzione. “L’attività di monitoraggio si è rivelata in concreto idonea a schermare la realtà aziendale dalla originaria esistenza di quei rischi di contaminazione posti a fondamento della informativa”.
Le società riabilitate lavorano da qualche anno con il Comune di Foggia, occupandosi di vari settori tra i quali cimitero e tributi. I due imprenditori non hanno mai fatto mancare il proprio impegno e a loro è stato riconosciuto un “percorso di collaborazione attiva”. Hanno inoltre il merito di aver “denunciato le richieste estorsive” come emerso dalle carte di “Decimabis”, maxi operazione contro la mafia foggiana. Insalata e Trisciuoglio sono infatti parte civile nel processo in corso nell’aula bunker di Bitonto. Tra poche settimane è prevista la sentenza. (In alto, in foto da sinistra, Insalata e Trisciuoglio; sullo sfondo, la Prefettura di Foggia)
