
Si attenua la misura cautelare per i principali indagati nella maxi inchiesta “In Daunia venenum”. Il tribunale ha accolto l’istanza dell’avvocato Rosario De Cesare, legale di Fabrizio Mundi e Remo Bonacera per i quali sono stati disposti i domiciliari in sostituzione del carcere. Il lavoro degli inquirenti procede spedito. Negli ultimi giorni sono stati ascoltati alcuni degli indagati e un perito chimico. Ora il pm dovrebbe procedere con la richiesta di rito immediato ma manca ancora l’ufficialità.
Lascia dunque il carcere Fabrizio Mundi, titolare dell’azienda Lufa, al centro dell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti dalla Campania alla provincia di Foggia dove la monnezza sarebbe stata tombata in diverse zone del Tavoliere. Coinvolti nell’inchiesta anche Primiano Calvo e Domenico Gramegna, il primo politico di San Severo, il secondo dirigente Arpa. Tutti finiti dentro la storia della “mazzetta” per ammorbidire le ispezioni presso la Lufa.
