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Home » Il capotreno foggiano aggredito col machete: “Italiani si fermano, loro no”. E Salvini sottoscrive

Il capotreno foggiano aggredito col machete: “Italiani si fermano, loro no”. E Salvini sottoscrive

Di Redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Carlo Di Napoli, il capotreno foggiano aggredito con un machete, su un convoglio diretto a Milano Rogoredo nel giugno di due anni fa, ha rilasciato un’intervista a “Il Giorno.it”. Ha rischiato di perdere un braccio, quasi tranciato da una banda di sudamericani che avevano reagito con la violenza alla richiesta del biglietto del quale erano sprovvisti. Tre della gang dei latinos sono stati poi arrestati. 

“L’unica cosa che mi auguro e che potrebbe limitare il male – ha detto Di Napoli – è rendere certe le pene, dare alle forze dell’ordine più potere e leggi a favore, non contro. È amaro vedere che hanno le mani legate. L’opinione pubblica è schierata contro. La domanda è quella solita: cosa fa la polizia? Fino a quando non si è colpiti di persona. Prima sono tutti pronti a criticare, a tirare fuori il cellulare per girare dei video, magari con le immagini di un agente in difficoltà. Il web ne è pieno. Sono sempre stato dalla parte delle forze dell’ordine, non solo perché ho tanti amici, ma soprattutto perché credo in loro”.

E ancora: “Prima che arrivasse la mia generazione, il problema erano gli scippatori. È venuta l’immigrazione dall’Albania, poi quella dal Nord Africa. In generale, c’è una strafottenza alimentata da un senso di impunità. Da giovane, la mia divisa incuteva un certo rispetto. La frase ‘Occhio, che chiamo la polizia’ funzionava. Adesso non più. Ti ridono dietro”. 

Per il capotreno foggiano “il problema è più ampio e non riguarda solo l’immigrazione ma anche gli italiani. Per esempio i ragazzetti, che presi singolarmente non sono pericolosi ma in gruppo si fanno forti del numero. E allora ci sono gli insulti, le distruzioni dei materiali e anche le aggressioni. La differenza è che l’italiano sa che ha tutto da perdere da un intervento delle forze dell’ordine e di solito si ferma. Lo straniero no e te lo dice: ‘Non mi possono fare niente’”.

Salvini: “Sottoscrivo. Noi ce la metteremo tutta”

Le parole di Carlo Di Napoli sono state riprese da Matteo Salvini che su Facebook ha scritto: “Carlo fa il capotreno e, aggredito con un machete da una banda di sudamericani, ha rischiato di perdere un braccio. La sua testimonianza vale più di mille dibattiti: “In generale, c’è una strafottenza alimentata da un senso di impunità. Da giovane, la mia divisa incuteva un certo rispetto. La frase ‘Occhio, che chiamo la polizia’ funzionava. Adesso non più. Ti ridono dietro”.
Soluzione? “Rendere certe le pene, dare alle forze dell’ordine più potere e leggi a favore, non contro”.
Parole perfette. Sottoscrivo, noi ce la metteremo tutta”, ha concluso Salvini.

Tags: CapotrenoCarlo Di NapoliFoggiaMatteo SalviniMilano
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