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Home » Alta tensione sul Gargano, arrestato ristoratore vicino ai Notarangelo

Alta tensione sul Gargano, arrestato ristoratore vicino ai Notarangelo

Di Redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Aveva paura di essere eliminato e per questo custodiva con cura una pistola e un giubbotto antiproiettili. Ma martedì scorso, i carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano, con l’ausilio dei militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, lo hanno tratto in arresto. Manette ai polsi per il ristoratore 53enne Michele Mongelluzzi, viestano con vecchi precedenti penali, ritenuto vicino ai Notarangelo (soleva frequentare il boss Angelo “cintaridd”, morto ammazzato nel gennaio 2015), con l’accusa di detenzione illegale di arma clandestina. Il 53enne gestisce anche un agriturismo annesso all’abitazione. 

I militari, nell’ambito di alcune attività di perlustrazione e rastrellamento di zone isolate ed impervie, hanno perquisito l’abitazione dell’uomo, in località “Pietra della Madonna” di Peschici. L’attività, estesa anche ad un terreno di pertinenza, ha permesso di scovare, ben nascosto sotto ad un cespuglio, un revolver calibro 38 special perfettamente funzionante, con matricola abrasa, con il tamburo carico e pronto per essere utilizzato. Nello stesso nascondiglio i militari dell’Arma hanno trovato anche 10 cartucce calibro 12 caricate a pallettoni. Nel corso della medesima attività, i carabinieri hanno poi recuperato e sequestrato anche un giubbotto antiproiettile privo di matricola, un kit per la pulizia delle armi oltre a ulteriori 22 cartucce calibro 38 e 22 cartucce calibro 12, anche queste caricate a pallettoni. Il materiale si trovava in parte all’interno di un magazzino, ed in parte in un pilastro della recinzione in pietra. L’arma e il munizionamento saranno inviati al RIS per essere sottoposti agli opportuni accertamenti tecnico-balistici. Mongelluzzi, dopo le formalità di rito, è stato condotto nel carcere di Foggia.  

Carabinieri e Cacciatori di Calabria continuano a rastrellare il Gargano dove, secondo gli inquirenti, la tensione resta alta. La dimostrazione sta proprio nel timore che Mongelluzzi aveva di essere eliminato. Dall’11 agosto scorso – due giorni dopo la strage di San Marco in Lamis – si contano circa 25 attività effettuate, 15 pistole e oltre 20 fucili sequestrati. Innumerevoli, infine, le munizioni sottratte alla criminalità. 

Tags: carabinierigarganoMichele MongelluzziPeschiciVieste
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