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Home » Omertà e sangue sul Gargano, il focus di Nemo. A Mattinata esplode caso Pd

Omertà e sangue sul Gargano, il focus di Nemo. A Mattinata esplode caso Pd

Di Francesco Pesante
21 Febbraio 2018
in Inchieste
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Trocchia aggredito

di FRANCESCO PESANTE

Dal pentito Antonio Niro che si rifiutò di uccidere il pm Gatti per conto della Società Foggiana passando per la mafia a Mattinata, fino alla strage di San Marco in Lamis. Senza dimenticare la parentela del segretario del Pd mattinatese, Libera Scirpoli, sorella del pregiudicato Francesco Scirpoli. Tutti temi dibattuti da mesi in esclusiva su l’Immediato e finiti ora – finalmente è il caso di dire – alla ribalta nazionale. Merito dell’attenzione che la trasmissione di Rai 2 “Nemo” ha dedicato alla provincia di Foggia sulla scorta degli approfondimenti di questa testata. Ieri sera il focus del giornalista Nello Trocchia che in estate giunse sul Gargano per un servizio sulle infiltrazioni criminali a Mattinata (dove è presente la commissione d’accesso agli atti). Proprio quel giorno a Vieste fu ucciso il giovane Omar Trotta nel suo ristorante “L’antica bruschetta”. Per quell’episodio il giornalista si recò in fretta nella “capitale del Gargano” dove sul luogo del delitto fu “accolto” malamente da un individuo che si scagliò contro Trocchia, aggredendolo con calci e spintoni. Nel servizio si vede parte della colluttazione.

Trocchia intercetta in auto Scirpoli e Gentile, quest’ultimo alla guida

Un focus nudo e crudo su quanto pubblicato da mesi dalla nostra testata in splendida solitudine. Trocchia ha raccontato anche le estorsioni di Antonio Quitadamo detto “Baffino” verso un uomo originario di Monte Sant’Angelo che acquistò una masseria a Mattinata per passare l’estate in un territorio “gestito” dal malavitoso. La vittima, residente in Germania, denunciò “Baffino” e quest’ultimo, dopo un breve periodo di latitanza, si è consegnato di recente ai carabinieri. Di assoluto rilievo, poi, l’incontro tra il giornalista e Francesco Scirpoli, intercettato mentre era in auto con Francesco Pio Gentile (detto rampino o passaguai), entrambi pregiudicati, arrestati lo scorso anno nell’operazione “Ariete”. I due, ritenuti dalle forze dell’ordine luogotenenti del clan Romito su Mattinata, hanno evitato le domande del cronista, dileguandosi dopo un breve scambio di battute. A Mattinata, inoltre, non è mancata la struggente testimonianza di Luisa Lapomarda, madre di Francesco Armiento, il giovane vittima di lupara bianca lo scorso anno. “Mio figlio è morto. E credo sia stato ucciso subito. Sono quasi certa che abbia sofferto prima di morire e che io sia stata l’ultima persona alla quale ha pensato. Quando si sta per morire l’ultima parola è per la mamma”. 

Gli arrestati nell’operazione Ariete

“La mafia garganica più uccide e meno se ne parla”, il titolo del servizio di Trocchia. Non ne parlano nemmeno i residenti – sempre più omertosi – sentiti da Trocchia. “Ma quale mafia!” dice qualcuno. “Non esiste nessuna mafia qua”, replica qualche altro. Una ragazza aggiunge: “È comodo stare zitti”. Non ne esce bene nemmeno il sindaco Michele Prencipe: “Su Mattinata la mafia a livello comunale pesa niente (eppure c’è la commissione d’accesso agli atti, ndr). Lupara bianca? Ne sono scomparsi di ragazzi anche prima di Armiento”. “Ma quella è mafia!”, gli risponde Trocchia. “Beh, si…” la replica imbarazzata del primo cittadino.

La chiosa finale, però, è del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, ospite negli studi di “Nemo”. A fine servizio dice perentorio: “Se fossi Matteo Renzi, domani mattina cambierei il segretario del Pd di Mattinata”.

Tags: Libera ScirpolimafiaMattinataNello TrocchiaNemopd
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