Per mettere fine alle bugie, basta guardare oltre i pregiudizi. Con una firma puoi dare regole certe all’integrazione nel nostro Paese, perché l’umanità fa bene a tutti. E perché non ci si può sentire stranieri per tutta la vita.
Questo il claim della campagna “Ero Straniero – L’umanità che fa bene”, lanciata ufficialmente lo scorso 12 aprile, al Senato da Emma Bonino e dalle altre organizzazioni che, insieme a Radicali Italiani, sono promotrici della legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi–Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione, puntando su inclusione e lavoro. A maggio è partita in tutta Italia la raccolta firme, anche con il supporto di un’ampia rete di sindaci che hanno aderito alla campagna. Sono cinquantamila le firme di cittadini italiani da raccogliere in sei mesi per sottoporre la legge all’attenzione del Parlamento.
In sintesi, la campagna, mira a cambiare il racconto pubblico sull’immigrazione, ostaggio di pregiudizi, luoghi comuni e vere e proprie bugie che, invece di contrastare, la politica spesso sceglie di cavalcare per guadagnare consenso. “Ero Straniero – L’umanità che fa bene”, ieri sera ha fatto tappa a Foggia, nella sede della Provincia a Palazzo Dogana. Hanno partecipato al dibattito: Francesco Miglio, presidente della Provincia di Foggia; Francesca Chiavacci, presidente dell’Arci Nazionale; Antonio Russo, responsabile del Dipartimento Immigrazione della Presidenza Nazionale delle Acli; Aldo Ligustro, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia e professore di Diritto Internazionale; Michele Emiliano, presidente Regione Puglia; l’onorevole Emma Bonino. A coordinare l’evento Umberto De Giovannangeli, giornalista de l’Espresso e de l’Unità.
“Foggia vive un declino demografico molto forte – da 170mila a 140mila abitanti -. Sulla base di questi dati dovrebbe ricevere all’incirca 450 persone. Noi siamo il continente più ricco al mondo, ma la verità è che non ci piace mai abbastanza – ha detto Emma Bonino nella Sala della Ruota dell’Ente foggiano -. L’Europa si è risollevata in sessant’anni in termini di qualità della vita, istruzione, aspettativa di vita e welfare. Tra le due guerre mondiali, milioni di italiani hanno lasciato il Paese. Si è spopolato il Veneto, il Piemonte. Noi, ora, siamo in un declino preoccupante. La spinta di carestie, guerre, è irrefrenabile. Non esiste nessun paese al mondo in cui l’integrazione sia stata senza problemi. Non c’è un modello unico che ha mai funzionato. Questo è un fenomeno destinato a rimanere con noi. La popolazione mondiale cresce ogni quattro giorni: in Asia e Africa, in particolare – ha evidenziato l’onorevole -. Ci sono interi settori dell’economia senza l’impiego di migranti; parlo dell’industria, dell’aiuto domestico. Mi chiedono degli irregolari e dei clandestini, quello è un esercito che ci siamo creati noi. Dare diritti e doveri a queste persone è nostro interesse. Se noi riusciamo a far emergere questa legge aiuteremo gente che si fa pagare in nero. Noi (Acli, ARCI, ASGI e Radicali), siamo riusciti a mettere insieme una rete associativa intorno a un nuovo modello di accoglienza. Questo è un grande segnale per il nostro Paese, in termini di capacità, di ascolto, di inserire suggerimenti, di aggregare sindaci. È un primo passo ma dobbiamo andare avanti, continuando a non parlare soltanto tra noi. Basta con gli stereotipi: facciamo lavorare la pancia, ma soprattutto il cuore”.
Durante l’incontro è stato possibile sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, promossa da Radicali Italiani insieme a Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes Comunità di Sant’Egidio e tante associazioni locali.

