Scendono in strada anche gli studenti foggiani questa mattina per manifestare il loro disappunto contro l’alternanza scuola lavoro. Tra le 70 città italiane anche Foggia diventa piazza calda: “In seguito alla legge 107 della Buona Scuola – si legge nella nota diramata dall’Unione degli Studenti di Foggia – a partire dal terzo superiore siamo costretti ad un percorso di alternanza scuola-lavoro non scelto da noi, spesso non formativo, che non ci tutela come studenti e come persone. Gli studenti, infatti, non sono protetti da nessuno Statuto e le aziende che si offrono per ospitare il progetto non sottostanno a nessun ‘Codice Etico’ che certifica per esempio la loro distanza dai fenomeni mafiosi e dalle politiche lavorative di sfruttamento”.
I dati regionali sono allarmanti: “più del 56% degli studenti dichiara di non essere soddisfatto del proprio percorso o perché organizzato male o perché totalmente estraneo al proprio percorso di studi. Il 97% di loro vorrebbe essere coinvolto nella decisione del percorso, il 78% dichiara che l’alternanza sottrae tempo alle ore curriculari, il 31% non è stato rimborsato delle spese sostenute”.
Oggi, 13 ottobre, in coro gli studenti di Capitanata chiedono tutele: “vogliamo che ci ridiano il nostro tempo che viene capitalizzato e investito in modo improprio da chi lucra sulle spalle degli studenti. Rivendichiamo uno Statuto degli Studenti e delle Studentesse in alternanza, un Codice Etico, decisionalità e diritti di fronte all’indifferenza scolastica e politica che non offre soluzioni reali ma vagheggiamenti senza fondo, come la legge del M5S in materia, fumosa e promotrice di disuguaglianze, tra studenti e aziende in nome di una meritocrazia senza criteri validi”.
L’Unione degli Studenti di Foggia protesta – con l’adesione di FLC CGIL, Sinistra Italiana, PCI e FGC – anche “per una didattica diversa, che miri alla gratuità, all’appiattimento delle disuguaglianze, alla fine di un sistema di valutazione punitivo e poco rappresentativo in cui si inserisce tutto il contesto della Buona Scuola.”
