di ANTONELLA SOCCIO
La segretaria generale nazionale Susanna Camusso alla fine non ha tagliato il nastro della riapertura della sede. Da Molfetta la leader Cgil è partita direttamente per Cerignola per le celebrazioni ufficiali del 60esimo anno dalla morte di Giuseppe Di Vittorio. Una festa a metà per la segreteria provinciale di Maurizio Carmeno, Loredana OLivieri e Daniele Calamita, ma i nuovi spazi ristrutturati della Camera del Lavoro di Foggia in Via della Repubblica sono così belli e splendenti che nessuna assenza ha scalfito la gioia e la soddisfazione per un risultato tanto importante. Quella della Cgil ad opera dell’architetto Mario Gesualdi e dell’ingegner Schirone, con il sostegno di Banca Etica, è una riqualificazione di un’intera area cittadina. “Vogliamo che questo sia un posto per i giovani”, ha detto Carmeno ai colleghi sindacalisti e ai tanti militanti e dirigenti della sinistra diffusa della città.
Il critico d’arte Gianfranco Piemontese ha sottolineato la necessità di un’attenzione più forte al patrimonio storico architettonico foggiano. La Casa del Contadino di Foggia è come tanti luoghi della città opera del Ventennio, quando lo spazio urbano di Foggia è stato oggetto di numerosi interventi, dal Comune alla Prefettura, all’ufficio postale. Dopo la Dogana delle Pecore, Foggia divenne una località in cui immaginare spazi per l’agricoltura, e in campagna con i poderi dell’Onc e in città, fino alle borgate. Anche la Casa del Contadino, ha detto Piemontese, rispecchia gli stilemi dell’architettura italiana, con linee ortogonali e tetti piani. Essa doveva assolvere a servizi per i braccianti e per gli alloggi. Un tempo vi erano anche due sculture, il seminatore e il vangatore, oggi collocate al quartiere fieristico. Torremaggiore, Trinitapoli, Cerignola, San Severo. “Ovunque le linee delle case del lavoro ricalcano il neoclassicismo olandese”, ha ricordato.
Anche il sindaco Franco Landella da opposti schieramenti politici ha portato il suo saluto e il suo apprezzamento: “Qui vi era la vita, il cuore di Foggia con il Piano delle fosse. La Cgil era ed è un punto di riferimento. Il cognome della mia famiglia è legato alla vostra storia; mio zio era un sindacalista Cgil, prima di passare alla Cisl e trasferirsi nel Sud della Puglia. Qui vi era il profumo della fatica, mi auguro che con questi nuovi spazi si possa portare trasparenza nel mondo del lavoro, così come trasparenti sono i locali. Saluto con enfasi questa riqualificazione”. L’architetto Gesualdi dal suo canto ha ricordato l’interesse per il Tratturo Foggia-Ofanto, Foggia-Cerignola. “Il palazzo era più ampio, l’area di più di 2000 metri quadrati è della Cgil speriamo di poter realizzare una rigenerazione urbana. È il Piano Albertini del 1933 che ridà un nuovo assetto urbanistico alla città, il piano delle fosse si estendeva da Sant’Eligio a Via Conte Appiano”.
Anche l’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese ha mostrato entusiasmo: “In un momento di riqualificazione, la funzione del palazzo e del sindacato è quella di tornare ad essere un luogo aperto alla città per la consapevolezza dei propri diritti. A 60 anni dalla morte di Di Vittorio, che difendeva i braccianti e i forestieri, anche noi dobbiamo guardare ai lavoratori stranieri. È un luogo che ci serve come non mai. In un momento in cui il 50 per cento dei giovani è senza lavoro la lezione di Di Vittorio sulla Repubblica fondata sul lavoro deve essere per noi un valore guida”.



