“Sono ritornato a casa, da Torino a Foggia, e ancora mi tremavano le gambe. Avevo dei pezzi di vetro fino nelle scarpe ma almeno sono vivo”: così Arcangelo Antonacci, camionista di 48 anni, ha commentato un episodio avvenuto venerdì, quando un sasso di oltre due chili gli ha sfondato il tetto in vetro della motrice. È avvenuto a Torino, sulla tangenziale Sud, poco prima dell’ingresso dell’Interporto Sito. Un episodio che arriva subito dopo i fatti successi vicino a Milano, dove una donna di sessantadue anni – Nilde Caldarini – è morta di infarto, probabilmente provocato dalla paura di un sasso lanciato nell’abitacolo dell’auto su cui viaggiava.
Il sasso che ha colpito il veicolo del camionista a Torino, deviato dalla tenda parasole dell’abitacolo, lo ha sfiorato e si è fermato alla destra del sedile, in fondo all’abitacolo. Il camionista ha raccontato al quotidiano La Stampa l’episodio spiegando di essere sicuro di aver visto i presunti lanciatori: “Tre, quattro ragazzi. Con le biciclette”.
Subito dopo l’impatto, Antonacci ha avvisato la polizia stradale. Agli agenti ha raccontato quello che aveva visto e ha consegnato la pietra e un sacchetto pieno di frammenti del tettuccio di vetro. La Procura ha aperto un fascicolo per lancio di oggetti pericolosi e danneggiamento. Trovare i responsabili non sarà facile, ma i poliziotti stanno già controllando se la loro fuga, oppure l’arrivo su quel cavalcavia nei minuti precedenti al lancio, siano stati ripresi da qualche telecamera. La paura è che si tratti di un caso di emulazione, dopo i fatti di Milano, anche se i lanci di sassi non sono una novità nel Torinese. Due automobili erano state centrate nemmeno un anno fa: fortunatamente entrambi gli automobilisti erano rimasti illesi.
