Delusione e rabbia in provincia di Foggia dopo le notizie di stampa sui lavori di allungamento della pista dell’aeroporto di Bari, che resterà chiuso una sola settimana nella prossima primavera e i cui voli saranno traslati allo scalo di Brindisi, su disposizioni di AdP.
Il primo a manifestare sconcerto è stato il presidente della Camera di Commercio e neo consigliere del Consorzio Asi Fabio Porreca, che ha affidato ai social nel pomeriggio di ieri il suo sconforto. “Sono molto bravi, quando vogliono – ha scritto -. Nel complimentarmi con loro chiederò ufficialmente a Regione e Adp, mettendo per conoscenza anche la DG Concorrenza della UE, come, avendo finanziato l’opera con risorse pubbliche del Piano d’Azione e Coesione, hanno risolto il tema dell’obbligo di notifica alla UE e di cofinanziamento privato. Rilevando che, come essi stessi dichiarano, si tratta di un’opera di potenziamento della pista (mi sfugge la differenza con il caso del Gino Lisa) e soprattutto che la normativa UE prevede per aeroporti con un numero di passeggeri tra 3 e 5 milioni (Bari nel 2016 ne ha registrati 4,3) un tetto massimo all’intensità dell’aiuto del 25% e quindi la necessità di cofinanziamento privato del 75%. Sono molto curioso, oltre che incazzato”.
+38 giorni
A più di un mese dal 6 ottobre scorso e dall’annuncio del governatore Michele Emiliano sul Gino Lisa hub della Protezione Civile, nulla è stato predisposto per sbloccare i fondi. Continua il dibattito sulla sostenibilità dello scalo di Capitanata e di quello di Grottaglie e si lanciano ancora accuse sulla presunta assenza di un piano industriale. Nulla di più falso, secondo gli attivisti del Comitato Vola Gino Lisa. Di piani Aeroporti di Puglia ne ha avuti a sufficienza. Il primo porta la firma dell’ingegner Giuseppe Petracca, che ha realizzato uno studio ad hoc, con un confronto ragionato con le attuali piste di Lampedusa e Firenze, sulla possibilità di avere voli low cost su una pista da 1800 metri. Come si legge nel report si è spesso ritenuto a sproposito che il progetto di allungamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia non avrebbe permesso l’arrivo di compagnie aeree low cost a Foggia, che oggi usano solo aerei da 150-180 posti, gli unici in grado di garantire le economie di scala richieste da questo tipo di mercato dell’aviazione. Una pista da 1800 metri è sufficiente per volare con aerei standard da 150-180 passeggeri usati anche da Alitalia, Lufthansa, Air France, Easy Jet, Vueling. Continuare a sostenere il contrario, secondo il Comitato di Marialuisa D’Ippolito, Marcello Sciagura e Maurizio Gargiulo e gli altri, può avere solamente l’effetto di perseverare nel confondere le idee.
Gli studi
I 2mila metri di pista inoltre possono comunque essere raggiunti con un ulteriore intervento futuro, con qualche esproprio indennizzo supplementare a Sud per l’allungamento verso la tangenziale.
I diversi studi prodotti in questi anni hanno confermato che il potenziale bacino d’utenza dello scalo foggiano potrebbe essere vastissimo e che gli oltre 1,3 milioni di abitanti esprimono una domanda di trasporto aereo più che sufficiente per raggiungere l’auto sostenibilità dell’infrastruttura. La migliore conferma della rilevanza del bacino d’utenza, nel paper dell’ingegner Petracca, si rinviene dai dati dell’Enac, che attesta che il bacino di utenza dell’aeroporto di Foggia si estende su una superficie di ben 9.100 km quadrati, superficie che supera quella di intere regioni come il Friuli Venezia Giulia, il Molise, la Liguria o la Val d’Aosta. Il dato fornito dall’Enac e risultati di un altro rapporto, commissionato dalla Cciaa al gruppo Clas hanno stimato che il potenziale bacino d’utenza del Gino Lisa comprende 1.333.325 abitanti residenti. Per stimare il numero di passeggeri che potrebbe utilizzare l’aeroporto di Foggia, quantomeno in prima approssimazione, si ritiene possibile attribuendo, alla popolazione residente all’interno del bacino potenziale d’utenza, la stessa media dei viaggi fatti annualmente dai residenti di Puglia. L’ipotesi di stima prudente prende in considerazioni i dati del 2015 e il traffico dei passeggeri transitati dai due unici scali pugliesi aperti Bari e Brindisi.
Nel 2015 si è sviluppato un traffico che ammonta a 6.122.729 passeggeri, di cui 3.967.581 nello scalo di Bari e 2.255.148 a Brindisi. Dividendo il numero totale dei movimenti negli aeroporti pugliesi per la popolazione residente, si ottiene che la media annuale dei viaggi aerei, è pari a 1,53 secondo fonte Assoaeroporti viaggi/residente. Una media attribuibile a ciascun residente della Regione. Infine moltiplicando questo numero medio al bacino di utenza si ottiene che l’ipotetico volume di traffico passeggeri attribuibile all’aeroporto di Foggia è pari a 2.034.972 viaggiatori all’anno. Un dato questo ripetuto in tutte le sedi e in tutte le salse da Porreca e dagli attivisti. Un numero che quand’anche fosse diminuito della metà resterebbe coerente con la sostenibilità economica del Gino Lisa, secondo Petracca.
Lo studio Clas
I docenti della Bocconi in un paper di qualche anno fa hanno ritenuto che la domanda di servizi aerei generata dai soli residenti dell’area foggiana possa essere soddisfatta con l’introduzione di un volo giornaliero verso Milano Linate, scalo dove si possono trovare facilmente le coincidenze per tutte le principali capitali europee. La catchment area di Foggia comprende anche aree come la provincia di Campobasso e le zone del Gargano e il volo dovrà essere operato in regime di oneri di servizio pubblico, con una necessaria contribuzione pubblica stimabile di circa 1,2 milioni di euro l’anno, con un aeromobile da 80 posti (ad esempio Embraer 170), sette giorni alla settimana per 52 settimane.
All’interno della catchment area dell’aeroporto Gino Lisa, il fenomeno turistico appare concentrato essenzialmente nella provincia di Foggia, che offre l’85% dei posti letto (il 73% nel caso degli hotel e il 92% per le attività extralberghiere) e attrae il 59% degli arrivi e il 74% delle presenze nel territorio.
In effetti, se si estende l’analisi oltre i confini della provincia, la consistenza dell’offerta ricettiva appare secondaria e molto polarizzata, interessando in particolare:
- nell’area di Campobasso, Termoli (1.245 posti letto alberghieri) e Campo Marino (747 posti letto in campeggi);
- nel territorio potentino, Potenza e Melfi (798 e 664 posti letto alberghieri).
Per quanto concerne la domanda, d’altra parte, i flussi rilevati da ISTAT per il 2012 rilevano:
- nel potentino, 215.678 arrivi e 567.283 presenze (rispettivamente, il 15 e il 9% della catchment area);
- nella provincia di Campobasso, 126.460 arrivi e 426.202 presenze (il 9 e 7%);
- nell’area di Barletta?Andria?Trani, 125.446 arrivi e 280.934 presenze turistiche (il 9 e 5%);
- nel territorio di Avellino, 76.716 arrivi e 173.417 presenze (il 5 e 3%);
- nel beneventino, 55.772 arrivi e 121.004 presenze (il 4 e 2%).
Lo studio Clas faceva per il 2016 una stima finale di circa 73 mila passeggeri internazionali incoming per anno su collegamenti aerei, considerando l’attivazione solo delle rotte con potenzialità buona.
Tali rotte raggiungono destinazioni estere dove già operano dei vettori che utilizzano le logiche economiche e che hanno nelle loro flotte degli aeromobili adatti per i movimenti da/per Foggia: quattro in Germania (Monaco, Francoforte, Colonia e Berlino) servite da Air Berlin; due in Francia (Parigi e Lione, aeroporti in cui opera Transavia); una in Austria (Vienna) e una in Svizzera (Zurigo), dove operano rispettivamente Tyrolean Airways e la stessa Air Berlin; due in Polonia (Varsavia e Cracovia) dove ha base Eurolot.com e una in Repubblica Ceca (Praga) dove opera Smartwings. Queste compagnie operano in logica ibrida, sia come vettori di linea tradizioni, in qualche caso valorizzando sistemi di tipo hub & spokes, sia in logica charter. Per esempio, Air Berlin, la seconda compagnia aerea tedesca, con 147 aerei ed una forte partnership con la compagnia aerea mediorientale Etihad, opera su tutti i principali scali del Sud Italia con voli stagionali verso le principali città tedesche. Su queste diverse direttrici, operate con frequenze che possono essere bisettimanali o giornaliere, una parte dei posti vengono venduti direttamente a tour operator (per la Calabria ad esempio, quasi il 90% dei posti viene commercializzato in accordo con il tour operator tedesco FTI Frosch Touristik Gmbh), mentre una parte via canali di vendita diretti, sia online sia attraverso i sistemi di prenotazione via agenzia più diffusi.
