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Home » Manfredonia, si aggrava posizione dello stalker accoltellato da amico dell’ex moglie

Manfredonia, si aggrava posizione dello stalker accoltellato da amico dell’ex moglie

Di Redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Mario Talamo

I carabinieri di Manfredonia, nello specifico quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia sipontina, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per atti persecutori, il 54enne Mario Talamo. L’arresto segue a distanza di circa un mese quello del 38enne Antonio Vecera, già arrestato dai carabinieri di Manfredonia e sottoposto agli arresti domiciliari a Foggia con la grave accusa di tentato omicidio.

I fatti risalgono al 4 gennaio scorso, quando a Manfredonia Vecera, al culmine di una lite, si era scagliato contro Talamo, dapprima facendolo rovinare al suolo e, successivamente, colpendolo ripetutamente con calci in varie parti del corpo e, infine, sferrandogli diversi fendenti con un coltello a serramanico al collo, al torace, ad una mano e al volto, provocandogli ferite tali che i medici che lo avevano poi curato si erano riservati sulla prognosi di guarigione, considerandolo in pericolo di vita. Dalle prime attività di indagine messe in atto dai carabinieri intervenuti immediatamente dopo l’aggressione, era emerso che nei confronti dell’uomo accoltellato, era in atto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie per maltrattamenti ed atti persecutori, e che la donna, in pendenza di giudizio nei confronti del marito, si era trasferita presso alcuni amici; non solo, il marito continuava comunque a seguirla e chiedere informazioni su di lei, come in quel pomeriggio di gennaio, quando la donna si era incontrata con alcuni amici, tra i quali Vecera. La donna, in compagnia dell’uomo aveva notato Talamo, motivo per il quale lei aveva cambiato strada tornando indietro, e Vecera aveva allungato il passo per salire in auto. Non aveva però fatto in tempo ad allontanarsi, che era stato raggiunto da Talamo. Ne era quindi nata un’accesa discussione in mezzo alla strada, divenuta poi lite quando, come detto, Vecera approfittava della caduta del rivale colpendolo più volte con diversi fendenti.

Nel corso delle indagini la ricostruzione dell’accaduto era stata resa complicata dal fatto che le versioni fornite dai due uomini sull’accaduto erano state, ovviamente, diametralmente opposte. Ognuno aveva infatti dichiarato di essersi difeso dall’altro. Tuttavia, grazie ad alcune immagini estrapolate da sistemi di videosorveglianza presenti in zona, alle informazioni assunte nonché ad attività svolte, i carabinieri erano comunque riusciti a evidenziare le responsabilità di Vecera.

La Procura della Repubblica prima ed il Tribunale successivamente, hanno condiviso quanto rappresentato dagli uomini dell’Arma, rispettivamente richiedendo ed emettendo la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a carico di Vecera già eseguita in ottobre. Allo stesso modo, è ora stata ritenuta sussistere l’esigenza di aggravare la posizione di Talamo, sia perché aveva aggredito il “rivale” nonostante fosse già sottoposto al divieto di avvicinamento, sia perché ha continuato a perseguitare l’ex moglie, violando così la misura cautelare impostagli dal giudice. Alla luce del nuovo provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, i carabinieri di Manfredonia hanno quindi rintracciato Talamo sottoponendolo alla più grave misura cautelare degli arresti domiciliari.

Un arresto per evasione

Sempre a Manfredonia, i carabinieri hanno invece tratto in arresto per evasione il pregiudicato 41enne Antonio Falcone. L’uomo era stato arrestato lo scorso 23 novembre dai carabinieri di Lucera, in esecuzione di un ordine di espiazione di una pena detentiva residua in regime di detenzione domiciliare, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara e di quello della Sorveglianza di Bologna, per il quale risultavano da espiare ancora 11 mesi e 24 giorni di reclusione per concorso in lesioni personali dolose aggravate, commesse nella città estense il 9 maggio 2010.

Rintracciato dagli uomini dell’Arma di Lucera, era stato quindi accompagnato a Manfredonia presso il proprio domicilio. A distanza di poche ore, però, è poi stato sorpreso dagli uomini dell’Arma di Manfredonia all’esterno della propria abitazione, e quindi, al termine degli accertamenti del caso, dichiarato nuovamente in arresto per il reato di evasione e, questa volta, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria interessata, condotto presso il carcere di Foggia.

Tags: carabinieriManfredoniaMario Talamo
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