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Home » Campi Diomedei, atto finale. Il progetto s’ha da fare. “È centrale per la città”

Campi Diomedei, atto finale. Il progetto s’ha da fare. “È centrale per la città”

Di Antonella Soccio
21 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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Ultimi step per il primo lotto del progetto Campi Diomedei nell’area dell’ex Galoppatoio di Foggia, finanziato con 2,5 milioni di euro, stanziati dalla regione Puglia su fondi FSC 20072013. I progettisti insieme alla direzione dei lavori e all’impresa hanno presentato le ultime prescrizioni richieste dalla Sovrintendenza ai Beni archeologici e paesaggistici in attesa di un prototipo in scala della gridshell, ideata per il compound dal professore dell’Università di Napoli Sergio Pone, al posto della copertura in bambù, originariamente prevista dai “Contesti” del prof Elfisio Pitzalis, vincitore del Concorso di Idee comunale. Il prototipo richiesto dalla Sovrintendenza sarà consegnato nei primi giorni di dicembre e servirà a verificare quale è l’effettiva quantità di luce sotto la copertura in modo che sia garantita la perfetta visibilità del sito archeologico.

Gridshell

Il ritardo autorizzativo aveva fatto serpeggiare i primi rumors in città nelle scorse settimane. Molti professionisti, da sempre legati ai Pro Iriip, ma non solo loro, sono convinti che la Sovrintendenza stia temporeggiando in modo da “far cadere nel dimenticatoio” il progetto. Ma una soluzione di questo genere apparirebbe doppiamente svantaggiosa per il Comune di Foggia, che non solo si priverebbe del Parco urbano (più o meno amato o odiato dalla comunità), ma dovrebbe anche risarcire le ditte, per il mancato espletamento del contratto.

Sulla questione però a l’Immediato la Sovrintendente, dottoressa Simonetta Bonomi, è stata molto netta. “Il progetto dei Campi Diomedei è stato ampiamente discusso e dibattuto tra noi e i progettisti. È talmente centrale per la città che non avremmo nessun interesse a farlo morire. Di tempo ce n’è e credo che per la fine dell’anno si possa arrivare tranquillamente al termine dell’iter autorizzativo”, ha osservato.

Campi Diomedei, compound

In questi mesi chi ha frenato il progetto è stata soprattutto la funzionaria architetta Enza Zullo, la quale ha espresso parere sfavorevole alle modifiche apportate in itinere.

La narrazione dei suoi atti è finita, come è noto, anche in una interrogazione dei parlamentari pentastellati Giuseppe Brescia, Gianluca Vacca, Chiara Di Benedetto, Francesco D’Uva e Diego De Lorenzis al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sollecitati dai vari meetup del territorio, da Franco Cuttano e dall’azione della consigliera regionale Rosa Barone, che riuscì anche a portare il Governatore Michele Emiliano all’ex ippodromo.

In quella interrogazione emerge che il progetto definitivo “presenterebbe delle variazioni che dequalificherebbero l’idea originaria e, di conseguenza, i valori paesaggistici e archeologici dell’area interessata”. “Alcune di queste variazioni comporterebbero- si legge- la modellazione del terreno con un sistema di gradonate in sostituzione delle naturali pendenze inizialmente previste e la sostituzione dell’iniziale recinzione metallica trasparente con una in legno che necessiterebbe rilevanti opere di escavazione per il suo posizionamento”.

Ad uno degli ultimi tavoli tra Sovrintendenza, impresa e progettisti, la funzionaria Zullo avrebbe nuovamente sventolato l’interrogazione del M5S, come possibile elemento probatorio della non ammissibilità del progetto, ma a quanto sembra proprio la dottoressa Bonomi ha invitato tutti ad attenersi ai propri ruoli. Senza avventurarsi in discrezionalità o considerazioni politiche , che non attengono a chi è a chiamato a svolgere una funzione tecnica e terza. Ebbene, le gradonate non fanno parte dell’attuale lotto e le imprese hanno seguito sin qui pedissequamente le osservazioni della Sovrintendenza tanto da proporre per le tracce archeologiche una gridshell, che comporterà anche maggiori costi.

Gridshell, Sergio Pone

Le gridshell post-formate in legno sono delle strutture che ibridano il comportamento del guscio (shell) con quello del reticolo (grid). Si “tessono” in piano e poi si forzano ad assumere la loro forma finale. Una volta formate, attraverso la flessione delle bacchette e attraverso la deformazione delle maglie, si procede alla posa degli irrigidimenti diagonali, cavi metallici o altri elementi lignei, che gli attribuiscono la necessaria rigidezza.

Per la gridshell dei Campi Diomedei, la Sovrintendenza ha chiesto dunque ulteriori verifiche, poiché dai rendering del prof Sergio Pone, a detta della funzionaria Zullo, non si comprenderebbe bene se le aperture laterali siano sufficientemente alte da far entrare abbastanza luce sul sito archeologico. Da qui la necessità di avere un prototipo, un modellino.

Tags: Campi diomedeiFoggiagridshell
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