A ventidue anni dalla sua istituzione, il Parco Nazionale del Gargano ottiene il tanto atteso parere favorevole della Comunità del Parco per il Piano del Parco e per il Piano pluriennale economico e sociale. L’approvazione è arrivata ieri all’unanimità dai 13 sindaci presenti alla riunione svoltasi presso la sede dell’Ente a Monte Sant’Angelo.
“Si apre una pagina storica per l’Ente – ha dichiarato soddisfatto Franco Tavaglione, presidente della Comunità del Parco – che ora ha finalmente quegli strumenti indispensabili per ripartire con una gestione che sia proficua, corretta e rispettosa degli interessi del territorio e dell’intera comunità garganica. Il mio ringraziamento va ai sindaci che hanno voluto che si arrivasse a questo momento di svolta e a tutta la tecnostruttura dell’Ente per il lavoro svolto nella redazione di tutti gli atti necessari”.
Il parere della Comunità dei sindaci era un passaggio obbligatorio, se pur non vincolante. Ora il Consiglio Direttivo dell’Ente, che da ieri ha altri due componenti (i sindaci di San Marco in Lamis e Rignano Garganico Michele Merla e Luigi Di Fiore), invierà i Piani alla Regione, affinché si proceda con gli step finali.
“Con l’approvazione del Piano – conclude Claudio Costanzucci Paolino, vice presidente dell’Ente in una nota – i sindaci della Comunità, a cui va il ringraziamento di tutto l’Ente Parco, hanno mostrato grande senso di responsabilità e attaccamento al territorio. Questo strumento, infatti, consentirà non solo la tutela e la valorizzazione del paesaggio naturale garganico, ma renderà più agevole uno sviluppo ecosostenibile delle comunità garganiche”.
Gli ambientalisti
Un plauso è arrivato anche dalle associazioni CSN CAI Pronatura e WWF, secondo cui l’approvazione rappresenta “un grande successo per il territorio dell’area protetta e per l’attuale Consiglio direttivo dell’Ente parco, che, nonostante la mancata nomina del nuovo presidente, sta dimostrando in questi mesi un evidente cambio di passo rispetto alla precedente gestione, perseguendo obbiettivi concreti e tangibili, piuttosto che inseguendo risultati di mera facciata, come avvenuto in passato”. “Il Piano del Parco è sicuramente per un Parco Nazionale il più importante documento di regolazione dell’area protetta. È uno strumento che dà certezze ai cittadini, alle amministrazioni locali e agli operatori economici, i quali hanno a disposizione norme precise che li aiutano ad orientare le proprie attività ed iniziative di sviluppo nel rispetto dei valori ambientali tutelati dal Parco”, hanno rilevato Matteo Orsino e gli altri del WWF. All’inizio di gennaio, ricordano CSN CAI Pronatura e WWF, ben 13 associazioni ambientaliste nazionali avevano presentato il dossier “Una rinnovata visione per il Parco Nazionale del Gargano” nel quale, facendo un bilancio dell’insoddisfacente stato di salute dell’area protetta e proponendo soluzioni per le diverse emergenze riscontrate, si evidenziava l’importanza fondamentale del Piano del Parco.
I sindaci
L’elezione di due sindaci del Gargano interno, più marginale e spopolato, non è stata casuale. Un piddino, Michele Merla, e un civico Luigi Di Fiore. Il sindaco di Rignano ha espresso la sua soddisfazione a l’Immediato: “Il Parco ha attraversato un momento difficile per l’assenza di una presidenza, con il presidente si sarebbe potuto avere qualcosa in più o anche qualcosa in meno. Ieri è stata una giornata storica, per l’approvazione del Piano che è in ballo da più di 10 anni. A detta di molti, è molto più snello rispetto al Pptr, i vincoli del Pptr erano infatti più imponenti rispetto a quelli che il piano contiene. Siamo di fronte ad un Pug di un Comune, regola tutta la parte vincolistica”. 18 i Comuni che compongono la Comunità più la Regione più la Provincia. Rignano non aveva mai avuto un sindaco nel direttivo del Parco. “C’è stata volontà di dare una svolta, di rendere il Parco una figura di riferimento per le istanze dei diversi paesi”. A Rignano si sta lavorando molto su Grotta Paglicci, “Dovremmo aprire il museo la prossima primavera, si potranno esporre finalmente i reperti originali”. Uno dei siti archeologici più importanti d’Europa è stato per troppi anni chiuso. Il 2018 sarà un anno eccezionale per Rignano. “Si è perso tanto in questi anni, mettere in rete il museo potrebbe essere un punto forte perla nostra economia, per l’accoglienza”. Il territorio del Parco a Rignano è molto ampio, insieme a San Marco rappresenta il sesto e settimo per estensione. Pur se leggermente isolato. “La mia idea è sicuramente riportare nelle volontà delle comunità, un organo che non deve essere a se stante”, conclude Di Fiore, votato da 11 colleghi. Uno si è astenuto.
Tra coloro che non hanno votato perché si era allontanato un attimo c’è Carmine D’Anelli primo cittadino di Rodi Garganico. “Non ero interessato ad entrare nell’esecutivo, perché ho mille problemi nel mio paese. Non posso seguire i lavori del direttivo due volte alla settimana a Monte Sant’Angelo. È importante dire che non si è approvato il piano, ma la Vas. Il Piano come ho detto tante volte è stato approvato ad ottobre nel 2012, ma la Regione non ha dato esecuzione all’iter burocratico, perché sono subentrate delle normative urbanistiche nuove, tra cui la Vas. Il Piano del Parco si doveva adeguare alla Vas”. Nella nuova visione sono state stralciate come si sa le zone contigue, quelle zone cuscinetto e camera d’aria che attutiscono i vincoli della riserva.
D’Anelli è fiero di alcuni risultati. “Non sto nell’esecutivo, ma il Parco mi ha dato 60mila euro per il trabucco che hanno bruciato, sta facendo una serie di lavori al centro visita di Rodi. La cosa più importante che si è approvata ieri è il piano economico finanziario, senza il quale la Regione Puglia aveva la scusa di non erogare i soldi. Ora non potrà più accampare alibi. Abbiamo approvato variazioni per quasi 1 milione di euro”. Dai 500mila euro per i trabucchi ai fondi per la riserva marina con un progetto per recuperare le boe alla deriva, alcune delle quali sono state raccolte fino ad Otranto.
