La relazione della Corte dei Conti relativa alla verifica del rispetto degli obiettivi intermedi per il primo semestre del 2016, resa pubblica ieri dall’oppositore dei Fratelli d’Italia Giuseppe Mainiero, ha mietuto le prime vittime questa mattina in Consiglio comunale a Foggia. L’amministrazione Landella non è riuscita a tenere insieme i pezzi della sua maggioranza e per la presenza in città del governatore Michele Emiliano, impegnato agli Ospedali Riuniti, e per la situazione sempre più magmatica dentro il centrodestra cittadino. Le assenze strategiche nel centrosinistra, con i tatticismi di due eletti, Leo Iaccarino e Saverio Cassitti, che fino alla fine hanno temporeggiato mercanteggiando il loro esserci tra i banchi col primo cittadino, hanno completato l’opera. “Non c’è nessuna volontà di tenere nascosti gli atti”, ha asserito l’assessora al Bilancio Anna Rita Tucci, preavvertendo che la prossima relazione del giudice contabile sarà discussa con la massima partecipazione dell’assise.
Non tira una bella aria in Consiglio comunale, alcune posizioni critiche come quella di Pasquale Cataneo, Giuseppe Pertosa e Nicola Russo, stentano a rientrare. Oggi con la Lega-Noi con Salvini che avrebbe votato contro, il centrodestra si è ritrovato inchiodato ad un pericoloso 17 a 14. Da qui la necessità di far venir meno il numero legale, per andare in seconda convocazione, quando servono numeri inferiori. Tutto da rifare giovedì 21 dicembre alle ore 10, quando si porteranno in consiglio la ratifica della deliberazione di Giunta comunale avente ad oggetto la variazione di bilancio di previsione finanziario 2017-2019, la ri-adozione in variante di recupero di diversi insediamenti abusivi in zona Salice e la costituzione dell’associazione del Distretto Diffuso del Commercio del Comune di Foggia, con l’approvazione dell’atto costitutivo e dello Statuto.
Ai tre eletti salviniani, Joseph Splendido, Alfonso Fiore e Antonio Vigiano, dopo il grande successo della manifestazione barese di ieri con Matteo Salvini, ma anche ad alcuni azzurri, non è piaciuta l’iniziativa odierna del sindaco Franco Landella sul Quartiere Ferrovia. Nessuno sapeva, compresi gli alleati di Forza Italia, dei nuovi annunci e della “sorpresa” del primo cittadino, che si è presentato oggi insieme all’assessore Claudio Amorese, che solo 10 giorni fa aveva “dimezzato” per far “dono” a Fiore&co della delega alla Sicurezza. Landella ha fatto propri alcuni suggerimenti della Lega, come il gabbiotto tecnologico della Polizia Municipale, senza né invitare gli esponenti del movimento coordinato da Silvano Contini in conferenza stampa né citare il loro dinamismo nella zona. “Se stai lite con qualcuno e vuoi recuperare il rapporto, non vai mezz’ora prima a forargli le gomme della macchina”, è la metafora utilizzata dai salviniani a l’Immediato per commentare il comportamento del sindaco, il quale sembra stia “giocando” a sottrarre sotto i piedi i temi securitari alla Lega per non perdere smalto e consenso.

Anche i suoi fedelissimi, però, cominciano a non comprendere la sua strategia. “Landella aveva avuto una grande opportunità, ma sta perdendo tutto, vuol fare una guerra senza l’esercito”, stigmatizza un maggiorente. Come accaduto già in precedenza, con i defenestrati Mimmo Verile, Gianni De Rosa e anche Maria Gabriella Grilli, sembra che l’amministratore azzurro stia soffrendo il protagonismo politico dei salviniani, che hanno il vento in poppa insieme al Movimento 5 Stelle. Da una fetta consistente di elettorato popolare, la Lega è percepita come la vera novità, nonostante il vecchio contrassegno antimeridionalista.
Immigrazione, flat tax, politiche familiari, pensioni. Pochi punti, ma chiari e irremovibili appaiono vincenti, insieme all’efficienza di regioni, come la Lombardia e il Veneto, governate dai leghisti moderati, Bobo Maroni e Luca Zaia. La “rivoluzione del buon senso” cresce e Matteo Salvini, come ha detto ieri a Bari con Rossano Sasso, potrebbe decidere di candidarsi proprio in Puglia per ampliare il suo patto col Mezzogiorno. È di questo che hanno paura i berlusconiani. Un risultato superiore al 10% per la Lega in Puglia e a Foggia, grazie al movimentismo dei leghisti, ma soprattutto in virtù di un forte voto di opinione e di protesta, significherebbe per Landella ricontrattare tutto dopo il 4 marzo, sempre che la Corte dei Conti non decreti la fine della sindacatura.
Assessorato, Asi, Presidenza di una Commissione e Parco Incoronata. Potrebbero essere queste le pretese dei leghisti tra 75 giorni. Altro che mezza delega e dono natalizio. Con la Quarta gamba, “Noi con l’Italia” da un lato – suggellata in queste ore da Raffaele Fitto e Maurizio Lupi, che avrà un suo esponente nel listino senatoriale, Lucio Tarquinio, forse candidato anche nel collegio uninominale – e i leghisti dall’altro, Forza Italia, le cui candidature alla Camera sembrano già blindate a Roma con il prof Giovanni Lo Storto e l’europarlamentare Barbara Matera, è stretta dalla morsa del fuoco amico.

