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Home » Gargano militarizzato ma boss sono liberi. A Vieste comandano gli scissionisti

Gargano militarizzato ma boss sono liberi. A Vieste comandano gli scissionisti

Di Redazione
20 Febbraio 2018
in Cronaca
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Boss liberi nonostante il territorio presidiato e i rinforzi inviati dal ministro Minniti dopo la strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. I sindaci del Gargano sollevano la questione, soprattutto a seguito della scarcerazione di un capo clan come Marco “Pallone” Raduano, detto anche “Faccia d’angelo”. Il giovane boss di Vieste è libero e il sindaco della città del Pizzomunno, Giuseppe Nobiletti ha parlato così a Repubblica: “Il territorio è presidiato dalle forze dell’ordine ma gli omicidi restano irrisolti: il Gargano vive una calma apparente, a cinque mesi dai fatti di sangue che hanno riacceso le faide. I paesi sono controllati da polizia e carabinieri ma gli esponenti di spicco dei clan sono quasi tutti liberi. Capaci di esercitare l’azione intimidatoria e di portare avanti le attività illecite, pronti a ripiombare come avvoltoi sugli imprenditori turistici appena la primavera si farà sentire”.

E ancora: “In questa situazione il controllo del territorio con forze dell’ordine applicate non basta ma abbiamo bisogno di un commissariato o un presidio di polizia, almeno per l’estate. Serve un segnale forte dal punto di vista investigativo, bisogna colpire gli uomini dei clan come è stato fatto a Foggia”.

Ok i rinforzi ma gli omicidi restano irrisolti, da quello di San Marco in Lamis (4 morti) passando per l’assassinio di Omar Trotta in centro a Vieste, freddato nel suo ristorante. Senza dimenticare le uccisioni avvenute precedentemente di Angelo “cintaridd” Notarangelo e di suo fratello Onofrio. Infine la scomparsa di Pasquale Notarangelo, ennesima vittima di lupara bianca. A Vieste, del resto, voci di popolo assicurano che il clan Raduano – dopo la scissione dai Notarangelo – abbia il controllo del territorio in quanto favorito dalla recente scarcerazione di “Faccia d’Angelo”.

Il rischio paventato dai sindaci – stando al focus di Repubblica – è che un cambio di governo alle elezioni del 4 marzo, faccia invertire anche la rotta degli ulteriori potenziamenti promessi per questa parte del Foggiano. “Tra amministratori abbiamo spesso discusso di tale eventualità — dichiara il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla —. Il nostro appello al ministro dell’Interno è che non ci abbandonino di nuovo. Tanto controllo del territorio ci ha rassicurati ma vogliamo anche risposte giudiziarie, per la famiglia Luciani innanzitutto”, il riferimento è agli sfortunati contadini, vittime innocenti della strage del 9 agosto.

Tags: garganoSan Marco in LamisStrageVieste
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