Ron Burkle si tira fuori. Il proprietario dei Pittsburgh Penguins, squadra di hockey americano, citato da Raffaello Follieri tra i componenti della cordata interessata ad acquisire il Foggia Calcio, ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di entrare a far parte del club rossonero. A dichiararlo il suo legale, Tom Harvey, intervistato da Page Six, quotidiano online del gruppo “New York Post” che fa capo al magnate Rupert Murdoch. “Oltre alla mia famiglia – aveva detto Follieri -, ci sono Ron Burkle che nello sport ha vinto tutto quel che poteva nell’hockey con i Pittsburgh Penguins, Tony Podesta e l’avvocato Martin Edelman che è nel board del Manchester City”.
Ma ora ecco la secca smentita dell’avvocato del miliardario. Su Page Six si legge: “Raffaello Follieri – il bell’italiano che visse con Anne Hathaway (star di Hollywood, ndr) prima di essere arrestato per truffa – è tornato in attività. Follieri sta cercando di acquistare una quota del 50% nella squadra di calcio del Foggia nel Sud Italia, e sostiene di essere aiutato da alcune delle persone con cui ha lavorato prima di essere dichiarato colpevole nel 2008 e di essere stato condannato a 4 anni e mezzo di prigione”.
E ancora: “Nelle interviste con i media italiani, Follieri ha vantato che i suoi investitori includono il miliardario Ron Burkle, proprietario della squadra di hockey Pittsburgh Penguins. Follieri, che una volta reclamizzava i suoi presunti collegamenti con il Vaticano, era stato partner di Burkle in un piano per acquistare immobili dalla Chiesa cattolica”.
Ma il legale precisa che “Ron non è coinvolto con Follieri e non è coinvolto nella squadra di Foggia. Follieri sta inventando questa roba. Non c’è assolutamente nessuna possibilità che Ron possa investire con Follieri, direttamente o indirettamente. Ma Follieri sostiene che la Ronald W. Burkle Foundation è azionista di FHolding, la società che compra la quota della squadra di calcio”. La stessa FHolding di cui l’Immediato si occupò qualche settimana fa.
Su Page Six sono riportate alcune dichiarazioni dello stesso Follieri: “Le mie interviste sulla stampa italiana erano accurate e precise. È un peccato che dopo aver pagato il mio debito con la società, alcune persone hanno ancora bisogno di denigrarmi e non dare una seconda possibilità a una persona”. Un soggetto associato alla fondazione – si legge ancora – ha dichiarato: “Non siamo azionisti e non abbiamo idea di cosa si tratti. Non ha senso. Neghiamo costantemente queste cose”.
Intanto la data del closing, prevista entro metà gennaio, si avvicina.
