In una replica stampa, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia Ciccio D’Emilio ha liquidato le problematiche sollevate dal consigliere comunale di Forza Italia Nicola Russo con delle brevi puntualizzazioni. “Non sfugge a nessuno il fatto che la zona 167 viva molte difficoltà che vengono dal passato, in particolare rispetto al completamento delle opere di urbanizzazione – ha specificato -. Si tratta tuttavia di opere la cui realizzazione è in capo al consorzio dei soggetti cooperatori e non al Comune. Sul punto, ovviamente, il nostro impegno resta alto, anche rispetto alla gestione dei numerosi contenziosi che riguardano quest’area, la cui risoluzione appare di fondamentale e decisiva importanza per il raggiungimento degli obiettivi auspicati dalla popolazione residente”.
L’Immediato questa mattina, accompagnato dall’azzurro Nicola Russo, si è recato sul posto, nel Rione Biccari, per guardare approfonditamente lo stato dei luoghi, al di là delle schermaglie politiche interne alla coalizione di centrodestra. Le criticità del quartiere popolare sono innumerevoli. Cerchiamo di metterle in fila. “I proprietari e residenti al momento dell’acquisto avevano versato una quota procapite di circa 30 milioni delle vecchie lire. Soldi, da molti anni, versati e incassati da chi, non ha mai portato a compimento le opere necessarie, che dovevano servire a completare, con standard gentilizi, la zona residenziale”, ha osservato Russo.
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Nelle diverse corti della 167 ogni proprietario insieme all’appartamento ha acquistato un box, che non è mai stato dotato di scivolo. Le opere non sono mai state completate, ognuno ha realizzato la sua rampa per accedere al suo box, senza un piano comune. Come se non bastasse i pali della luce sono stati fissati nei quattro metri privati.
“La zona è nuova ma va già riqualificata”, spiega alla nostra testata web Russo, andando in direzione di quella che doveva essere una strada di ricongiungimento tra il Rione Biccari e il nuovo plesso ospedaliero. La variante al Prg per quella strada c’è, ma manca l’asfalto, al momento nonostante il cartello, la via sterrata e acquitrinosa è una discarica a cielo aperto, dove la sera si appartano coppiette.
Quel che appare più incredibile è che la strada dovrebbe sorgere a pochi metri dalla prossima Orbitale, che partirà proprio da Via Lucera. Sull’argomento c’è stata anche l’osservazione dei Vittozzi, proprietari di alcuni suoli che dovrebbero essere espropriati, benché lì siano previsti anche tre piani di Housing Sociale. Tutti in terreni adiacenti al Tratturo Regio, che hanno già dovuto sottostare alle prescrizioni del settore Paesaggio della Regione Puglia. Stretti tra la strada, il tratturo e l’Orbitale, gli imprenditori dell’Housing Sociale in quella zona potrebbero essere molto ridimensionati nei loro piani.
Ad oggi l’unico ad aver costruito palazzi e ad aver venduto appartamenti ad un buon prezzo al Rione Biccari è stato l’ex sindaco Gianni Mongelli, nei pressi della parrocchia San Filippo Neri. Accanto ai suoi condomini resta uno scavo di un cantiere aperto, trasformatosi ormai in discarica, una strada non realizzata e una strana isola spartitraffico, realizzata ai tempi dell’ex assessore all’Urbanistica Augusto Marasco, che costringe gli autobus Ataf in transito, giunti nel quartiere dopo 15 anni di attesa, grazie alla petizione e alle 546 firme raccolte proprio da Nicola Russo, ad una svolta anomala. L’autobus deve salire sull’isola per girare perfettamente. Due paletti sono stati divelti. Robe da film comico. Ma l’ex assessore Marasco si schernisce: “È stato proprio Nicola Russo con il comandante dei Vigili urbani a scegliere quel percorso, sapevano che i mezzi avrebbero avuto quelle difficoltà”.
In realtà quel percorso, per servire il maggior numero di cittadini possibile, è obbligato dal momento che manca ancora la via promessa e l’intero quartiere è stato costruito in un modo tale che i due vialoni non possano comunicare tra di loro. L’unica strada di congiunzione è la bella pista ciclabile, realizzata sul tratturo, che viene quotidianamente attaccata dai residenti che hanno occupato piccole porzioni di terreno, con recinzioni semi abusive. Le cose non vanno meglio nei pressi di Via Rovelli, dove accanto ad un’area dell’abbandono e ad un grande campetto sportivo artigianale, c’è un pozzo artesiano aperto, da cui come raccontano i residenti l’estate fuoriescono bisce.
La fermata dell’autobus 14 diretta agli Ospedali Riuniti è in mezzo al terreno, tra le sterpaglie. “Il mancato completamento dei lavori di urbanizzazione in questa parte nuova e, nel contempo, periferica della città rende la vita difficile per i residenti, che aspettano ormai da decenni un ufficio postale e altri servizi”, conclude Russo.
