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Home » Agguato contro nipote, l’imputato ha un disturbo mentale. Il legale Vaira: “Va prosciolto”

Agguato contro nipote, l’imputato ha un disturbo mentale. Il legale Vaira: “Va prosciolto”

Di Francesco Pesante
20 Febbraio 2018
in Cronaca
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La zona degli spari

di FRANCESCO PESANTE

Ha un disturbo dell’adattamento. Per questo motivo – ma anche per aver scelto il rito abbreviato -, il 57enne foggiano Tommaso Cantatore otterrà un abbassamento della pena in caso di condanna. La vicenda è quella relativa al tentato omicidio del nipote dell’imputato il 29 agosto 2017 in via Menichella. Un agguato sfociato dopo una lunga diatriba tra Cantatore ed alcuni fratelli. Una casa contesa alla base dello scontro.

Nelle scorse ore c’è stata una vera e propria svolta nel processo che si sta svolgendo in tribunale a Foggia. Lo psichiatra ha accertato un disturbo dell’adattamento per il 57enne che inficia parzialmente la capacità di intendere e di volere. Prossimo appuntamento in udienza a marzo per la requisitoria del pm e le arringhe di Michele Vaira e Alessandra Palazzo, avvocati difensori che chiesero la perizia psichiatrica dopo che il consulente medico difensivo aveva dichiarato Cantatore totalmente incapace di intendere e di volere. Stando ai legali dell’imputato, le condizioni dell’uomo sarebbero anche peggiorate in quanto curato con farmaci sbagliati.

Infine, la perizia dello psichiatra che ha parlato di disturbo dell’adattamento, conseguenza anche dei due anni di scontri con alcuni familiari e di una condanna per stalking. Escluso che Cantatore sia socialmente pericoloso.

Michele Vaira

Secondo l’accusa, l’uomo voleva uccidere il nipote (figlio di un fratello). Quel giorno in via Menichella, Cantatore esplose due colpi, andati a vuoto. Poi la pistola si inceppò. “Il mio assistito ha raccontato quanto successo quel giorno al perito – ha detto Vaira -. La sua narrazione è quella di una persona che ha detto di sentirsi in grave pericolo perché il livello di conflitto con alcuni parenti si era enormemente amplificato in seguito alla condanna subita in primo grado nel processo per stalking. Peraltro sia Cantatore sia la sua famiglia erano consapevoli che le condizioni psichiche non fossero certo normali e necessitassero quindi di cure, tant’è che già da alcuni mesi prima dei fatti oggetto del processo in corso il nostro assistito era in cura. La nostra tesi è che gli furono somministrati due antidepressivi i cui effetti collaterali sono noti nella scienza forense in quanto possono portare ad uno stato di perenne e significativa agitazione, il che aggravò il suo stato. Voglio sottolineare che dopo l’arresto dell’agosto scorso e nel corso della custodia cautelare, questa terapia di antidepressivi e cure antipsicotiche è stata completamente modificata, nel senso che sono stati eliminati gli antidepressivi, nonostante il rischio di depressione in carcere aumenti, proprio per evitarne gli effetti collaterali, mentre è stata raddoppiata la terapia anti psicotica”.

Vaira e Palazzo chiederanno il proscioglimento: “Perché del tutto incapace di intendere e volere all’epoca dei fatti. Benché il perito nominato dal giudice ha concluso per un vizio parziale di mente, ha anche detto nel corso del mio controesame che le capacità di intendere e volere di Cantatore sono grandemente scemate. La diagnosi di disturbo dell’adattamento diagnosticata al nostro assistito riguarda esclusivamente specifici contesti. In questo caso parliamo del contesto familiare e dei problemi sorti tra Cantatore e alcuni parenti. Peraltro la situazione è in via di miglioramento grazie anche agli effetti della terapia seguita dall’imputato che consentirà, a nostro avviso, di azzerare eventuali altri rischi. Lo stesso perito del gup – hanno concluso i legali difensori – ha infatti escluso che Cantatore sia pericoloso socialmente”.

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Tags: Alessandra PalazzoFoggiaMichele VairaTommaso Cantatore
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