Aveva intascato 4.600 per l’assistenza legale ad un cliente, G.G., per un presunto giudizio civile finalizzato al riconoscimento dell’invalidità che avrebbe fruttato un assegno da 35mila euro. Per questo, l’avvocato foggiano Rosa Federici – in passato già beccata dai giornalisti de Le Iene -, era stata condannata in primo grado dal tribunale di Foggia a 9 mesi di reclusione e 600 euro di multa per truffa aggravata, sentenza confermata in Corte d’Appello a Bari.
Il legale ha provato a ribaltare tutto in Cassazione. Nel dispositivo di sentenza, firmato dal presidente Piercamillo Davigo, si legge: “Ad ogni modo, la Corte di Appello non ha mancato di prendere posizione anche su questo punto, sottolineando che “nel caso di specie … l’Avv. Federici non si è limitata ad ottenere un acconto iniziale per una causa che in concreto non avrebbe poi instaurato, ma ha posto in essere veri e propri araggiri successivamente, al fine di ottenere a più riprese ulteriori somme collegate ad attività mai espletata, quali la visita medica da parte di un medico legale come consulente di parte mai fissata o l’esito finale favorevole della controversia per un importo ci complessivi 35.000 euro già liquidate e che l’INPS a breve avrebbe corrisposto con un assegno”.
“Per altro verso, la Corte di Appello ha sottolineato che la condotta della Federici si era sviluppata anche successivamente al primo contatto con la persona offesa proseguendo l’imputata a richiedere somme in acconto dell’onorario sul falso presupposto della già avvenuta instaurazione del giudizio e dell’esito positivo della domanda”. Per questo, il ricorso è stato respinto ed è stata confermata la decisione della Corte d’Appello di Bari.
