di ANTONELLA SOCCIO
Tre collegi fondamentali per il raggiungimento del 3 per cento. Tre collegi pugliesi potrebbero essere essenziali per i Centristi in Italia. Il candidato di Noi con l’Italia Angelo Cera ha accolto Raffaele Fitto e il capolista al Senato Antonio Distaso in una prova di unità dentro la quarta gamba. In prima fila il consigliere regionale Giannicola De Leonardis e Franco Di Giuseppe. Con loro Lello Castriotta, ritornato nel contenitore anche il lucerino Mario Follieri, da sempre vicino all’ex senatore Lucio Tarquinio. Assenti i vecchi fittiani foggiani. Ma il leader non se ne cura più di tanto, benché secondo rumors abbia contattato tutti i riferimenti del vecchio simbolo del leone.
“Raffaele Fitto sta spingendo come i pazzi, in maniera sovrumana, per non far cadere un pezzo di storia, l’approdo sicuro del 3 per cento dipenderà dal vostro coraggio”, ha detto ai presenti al Palazzetto dell’Arte, Cera. “Non abbiamo paura di nessuno, facciamo sì che una stagione di sogni non sia interrotta. Questo partito è arrivato un po’ tardi, ricordatevi di essere coerenti, Camera e Senato, dove c’è lo Scudo sbarratelo”.
Non raggiungere il 3 per cento sarebbe buttare alle ortiche un progetto, ha ribadito più volte il politico sammarchese. “Mettiamo a disposizione uomini del Sud, abbiamo ancora l’orgoglio di avere le sezioni aperte. Andrà bene perché deve andare bene, tanti amici ci stanno aiutando ad avere i numeri giusti. Faremo un grosso risultato, non so quali potrebbero essere i numeri, ma saremo determinanti per la vittoria del centrodestra. Abbiamo trovato il nostro leader in Fitto, ci sentiamo a casa. Dobbiamo continuare a battere la gran cassa della politica, lui può essere il leader dei democratici cristiani del Sud. Non parla alla pancia, non fa promesse inesistenti, non spara cazzate ad effetti speciali, continua a ragionare con la buona e santa saggezza di un democristiano. Sarebbe delittuoso per l’Udc e per Noi con l’Italia far abortire questo progetto. Punta ad essere un progetto politico per il nostro Paese”.
Dove sono andati a finire i voti del Pdl? Secondo Distaso una parte è andata nel non voto mentre un’altra nel M5S per le contingenze economiche. “I pentastellati che sono i nostri veri avversari sono eterei, al confronto non venivano mai al Parlamento. Sono un sintomo del malessere dell’elettorato. Il centrodestra è l’unica coalizione presente, il programma politico non è previsto dalla legge elettorale”.
Tante le stoccate ad Emiliano, che “nomina tecnici nelle aziende e poi li candida” (più che chiaro il riferimento al prof Massimo Russo), che “usa i fondi europei per creare qualche corso professionale per gli amici”.
A Fitto l’analisi politica, sempre lucida come di consueto. “C’erano diverse realtà, autoreferenziali che rischiavano di essere ininfluenti. Il percorso non è una sommatoria di ceto politico, il progetto deve proseguire perché riguarda milioni di elettori che si sono allontanati. Vogliamo allargare i confini del centrodestra, noi siamo nati con due caratteristiche, la prima è quella del nome. Abbiamo un pronome, l”Italia attorno alle leadership ha distrutto classi dirigenti: Noi con l’Italia. Siamo CON non contro, per fare audience bisogna insultarsi”.

Ma ce la facciamo a prendere il 3 per cento? Questa la domanda che porgono a Fitto un po’ dappertutto. Il politico di Maglie incita i suoi. “Dobbiamo essere convinti del risultato e sapere e credere di essere già oltre il 3 per cento. Abbiamo una organizzazione territoriale poco percepibile coi sondaggi, noi possiamo rappresentare una novità. Ho avuto l’onore e l’onere di firmare il programma”. Non ha evitato di attaccare i 5 stelle. “Non è paradossale che mentre si chiede un voto si eleggono persone che sono state escluse? Si può commettere un errore, ma si possono farne tanti nella selezione della classe parlamentare? Dobbiamo recuperare un tasso di serietà”.
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Va spiegato il programma del centrodestra, secondo Fitto. Riduzione della pressione fiscale, no tax area. “Noi ci siamo impegnati per la flat tax, con una aliquota al 23 per cento: il ceto medio che è stato il punto trainante o il punto d’arrivo ha bisogno di risposte. Sulla legge Fornero dobbiamo essere seri, dobbiamo far capire le differenze. La nostra funzione è collegata al nostro ruolo nel Mezzogiorno, riteniamo di poter essere la sentinella nel centrodestra del Sud. È molto importante richiamare ora l’attenzione degli elettori”.
Può vincere il centrodestra o non vincere nessuno, queste le alternative a suo dire. “Noi rischiamo di non avere i numeri in Parlamento, ecco perché il voto utile va spinto soprattutto nei collegi uninominali”. Noi con l’Italia ha anche una funzione di “rassicurazione” Sulla premiership a detta di Fitto si deve trovare un “ancoraggio nel centrodestra moderato” con politiche liberali. “Considero il dibattito poco utile, per noi la interlocuzione con Casapound è impraticabile. Se avessi voluto privilegiare il mio risultato personale, sarebbe stato semplice, ma noi puntiamo ad entrare in Parlamento con le nostre gambe, col rispetto della nostra dignità. Noi avremo autonomia, potremo scegliere e muoverci senza nessun vincolo, se non quello degli elettori che ci hanno mandato in Parlamento. Vi chiedo di moltiplicare l’impegno, c’è tanta gente che deve essere contattata in modo che non si sfoghi domenica nelle urne. È necessario andare a parlare e fare il tradizionale casa casa”.
