All’indomani della riunione fiume del Pd regionale, il Governatore Michele Emiliano a Foggia con Libera e don Ciotti ha rivendicato le misure del Reddito di Dignità, attorniato da diversi fedelissimi, tra cui tra gli altri il presidente della Provincia Rosario Cusmai, Cecchino Damone, il manager Salvatore Malerba e il direttore generale della Asl Vito Piazzolla. “Il ReD è ancora in rodaggio perché l’Inps non riesce a gestire con velocità l’erogazione, è un mezzo non di semplice assistenza, ma di lavoro in cambio di assistenza, che crea ulteriori complicazione organizzative. È don Ciotti che ci ha suggerito il nome con un invito pubblico”, ha osservato.
In un’ottica istituzionale Emiliano continua a rilanciare la possibilità di un accordo M5S-Pd per il prossimo governo nazionale. “I partiti sono dei mezzi non dei fini, non dobbiamo innamorarci dei contenitori, i veri contenitori sono le istituzioni, i partiti sono delle associazioni non riconosciute, la cosa più importante è dare un governo a questo Paese e chiunque deve fare il possibile per farlo, non esiste un orgoglio di partito”, ha spiegato, in virtù di alcune manovre aperturiste di Dario Franceschini, in netto contrasto con la linea di Maurizio Martina e Matteo Orfini. In Puglia Emiliano non dovrebbe aver bisogno di appoggi. “Ho una maggioranza in grado di governare, non c’è bisogno che loro mi aiutino – ha asserito riferendosi a Casili, Barone, Laricchia e gli altri -, sento sempre la necessità di fare le cose ascoltando la minoranza, non manco mai di rispetto a nessuno, mancare di rispetto significa non voler dialogare. Adesso siccome il destino è simpatico, li sta obbligando a fare una richiesta di collaborazione al Pd, se lo vorranno fare”. Come andrà a finire? La sua risposta è secca, sembra tutto già scritto per Emiliano.
“O si vota o faranno un governo col sostegno esterno del Partito democratico, non ci sono alternative. La maggior parte del Pd è d’accordo, certamente non è immaginabile che il Pd vada con un cesto di rose da Di Maio. Di Maio dovrà fare la cortesia di chiedere un incontro a Martina, che è il segretario del partito e di incontrarlo e di fargli presente le sue prospettive. Gli conviene di farlo prima di ricevere l’incarico, deve sapere che nel Pd c’è il desiderio di riprendere il cammino e i nostri voti, che forse anche giustamente sono scivolati nel Movimento 5 Stelle, ma noi non abbiamo nessuna intenzione di chiudere il Pd e lasciare il Paese nelle mani del primo che capita. Saremo responsabili e vigileremo su come i risultati elettorali saranno utilizzati dalle forze politiche e faremo il nostro dovere come sempre. Ognuno in questa fase così complicata ha il dovere di dire ciò che pensa e di lavorare ad un governo. All’inizio quando ho parlato di appoggio esterno sembravo un marziano, adesso non trovo una sola persona che sappia mettere insieme tre parole per dire che bisogna fare un’altra cosa. È solo un processo inevitabile che ci compirà, l’unica possibilità per fermarlo è andare a votare, se c’è qualche incosciente nel Pd o nel M5S che vuole andare a votare, lo faccia”.
Quanto al Pd pugliese il presidente è stato vago. Alla domanda de l’Immediato sulla delega all’Ambiente che potrebbe essere conferita al consigliere Fabiano Amati, Emiliano ha risposto con un altro interrogativo ironico: “Vuole fare degli scoop?”.
I pochi rumors sulla riunione di ieri raccontano di un segretario e neo eletto parlamentare Marco Lacarra “pronto a lasciare” la segreteria regionale purché non diventi un “capro espiatorio” della sconfitta dem. Il gruppo ha chiesto un cambio di rotta al presidente. Il rilancio passerà da Psr, ospedali e ciclo dei rifiuti. Tre deleghe nel mirino: Agricoltura, Sanità e Ambiente. Non è escluso un ritocco alla squadra degli assessori, benché la difesa e la presenza di Emiliano ieri alla conferenza stampa di Di Gioia sembri mettere al sicuro l’assessore civico foggiano dagli assalti salentini. I due innesti sembrano ormai improrogabili. E Fabiano Amati, data la sua esperienza sull’acqua pubblica, è in pole position all’Ambiente, nonostante Emiliano abbia rivendicato la priorità di avere mani libere sugli assessorati. Intanto il consigliere regionale Sergio Blasi alla nostra testata web è apparso disincantato. “Noi consiglieri non possiamo dire nulla. È un impegno che abbiamo preso col capogruppo Paolo Campo, solo lui può rilasciare dichiarazioni alla stampa”. Ma Campo da Manfredonia ha il telefono sempre staccato né comunica la linea ufficiale del gruppo, mentre Emiliano continua a dare consigli e visioni sul Pd pentastellato che sarà.




Secondo me, è inutile cercare di costruire falsi alibi e giustificazioni , troppo comodo per Pd , accomunarsi alla politica del M5S o attribuire responsabilità ad altri : ognuno si assuma le proprie responsabilità, rifletta su i propri errori ; smettetela di esporvi come foste tante banderuole segnavento , a forma di gallo, poste sulla sommità dei tetti per poter indicare la presenza e la direzione del vento:
soprattutto , per la larga diffusione di stazioni meteorologiche che , oramai ci comunicano con più precisione i vari dati climatici via tv, web o radio.
Francamente, io non ancora ho inteso, la fede politica del nostro presidente della regione : un giorno è del Pd , un altro è del M5S , o forse , gira a seconda della direzione del vento …?