Papa Francesco ha donato alle migliaia di fedeli radunati a San Giovanni Rotondo da San Pio un’omelia profondissima, tutta centrata sull’immensamente piccolo. Sul deforme, sul malato, sul debole.
“Gesù predilige i piccoli, la via per incontrarlo è abbassarsi, rimpicciolirsi. Gesù si è abbassato, si è annientato, il suo è un mistero di piccolezza che si coglie solo facendosi piccoli, sappiamo cercare Dio là dove si trova?”.
La preghiera, la piccolezza e la Sapienza di vita. Tre parole per il 17 marzo, in una giornata divenuta assolata all’arrivo di Francesco.
Nel “tempio di preghiera” di Santa Maria delle Grazie, tutti sono chiamati ad essere piccoli, ad accudire, come fanno in Casa Sollievo, ha detto il Pontefice.
“Nell’ammalato si trova Gesù, in chi si china. Chi preferisce i piccoli dice una profezia di vita contro i profeti di morte. Da piccoli ci insegnavano la storia degli Spartani: mi colpiva la storia dei bambini con malformazioni che venivano gettati dal monte. Ma noi facciamo lo stesso con più crudeltà, quello che non serve, quello che non produce, è uno scarto. È questa la cultura dello scarto, i piccoli non sono voluti oggi”.
E ancora sul Santo: “San Pio ha combattuto il Male per tutta la vita e tutti ne sono ammirati. Molti sono disposti a mettere un mi piace sulla pagina dei grandi santi, ma chi fa come loro? La vita cristiana non è un mi piace, ma un mi dono, profuma se diventa un dono, è insipida se non si dona”.
In cosa differiva San Pio? Il Papa non ha dubbi. “Padre Pio ci ha lasciato i gruppi di preghiera, la Casa Divina della Provvidenza, il fuoco della carità. Il mezzo privilegiato era la confessione, il sacramento della riconciliazione. Era un apostolo del confessionale. Dove vai da Gesù o dalle tue tristezze? Hai rimpianti, abbattimenti, peccati? Vieni vieni il Signore ti aspetta, non c’è nessun motivo per restare esclusi”.
Si è commosso il Vescovo Michele Castoro della Diocesi di Manfredonia Vieste San Giovanni nel ringraziare Papa Francesco, che a cinque anni dall’inizio del suo pontificato ha donato “una nuova stagione ecclesiale, una nuova primavera dello spirito, riaprendo alcune pagine del Vangelo”.
“Grazie per essersi fatto pellegrino tra pellegrini. La sua presenza ravviva in noi la speranza di una vita migliore. Grazie perché ancora una volta si è chinato sui malati, è venuto in Pediatria oncologica in continuità con la sua teologia dei gesti, come nella locanda del buon samaritano. Non si dimentichi di pregare per noi e di tenerci nel suo cuore. Papa Francesco le vogliamo un gran bene”, ha detto in coro con l’assemblea.

















