Credibilità e legalità hanno chiesto sul palco della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia i sindaci di Avviso Pubblico perché il popolo del 21 marzo ha diritto ad essere ascoltato. In circa 40mila hanno sfilato a Foggia per poi soffermarsi davanti al palco di Piazza Cavour, centro nevralgico della manifestazione.
Daniela Marcone responsabile nazionale del progetto Memoria di Libera ha ammesso la sua emozione. “Sono molto emozionata, questa giornata è la mia storia, la storia di tutti. Ci lega il filo rosso del sangue”. Dobbiamo sentirci cittadini della nostra storia, ha detto. “Abbiamo provato ad intrecciare le nostre storie, la pioggia e questo freddo sembrano un ostacolo, ma dobbiamo resistere. C’è la resilienza delle nostre comunità, Foggia è una città di bombe, ma noi non abbiamo paura. La guardia va tenuta alta. La memoria delle vittime non può essere abbandonata alle sole famiglie, va portata la memoria dell’esserci e di stare al fianco”.
Il prefetto Massimo Mariani e il questore Mario Della Cioppa hanno ricordato di essere accanto a chi rifiuta il giogo criminale. “I nomi torneranno come monito. Ripetere quei nomi costituisce un impegno per un allargamento della coscienza civile e un radicamento contro la cultura mafiosa”. A Rosi Bindi presidente della Commissione Antimafia nello scorso Parlamento, il compito di aprire la lettura dei nomi delle vittime.















