Si è sviluppato nella notte, intorno alle 3, un incendio nella sede del Giudice di Pace al quartiere San Paolo di Bari. Sembra che le fiamme siano partite dai locali sotterranei dove è custodito l’archivio andato in fumo. All’interno anche schede elettorali delle amministrative 2017 e delle ultime elezioni politiche del 4 marzo scorso. Sul posto sono intervenute cinque squadre dei vigili del fuoco.
Dai primi rilievi non ci sono dubbi sulla natura dolosa dell’incendio. Le schede bruciate sarebbero potute tornare utili in caso di reclami e ricorsi sulla ripartizione dei seggi – e sull’attribuzione dei voti – da parte dei candidati rimasti fuori da Montecitorio o Palazzo Madama all’indomani del 4 marzo.
Ricorsi ventilati da più parti, soprattutto alla luce della recente decisione della Corte d’appello di Bari che, per esempio, ha revocato lo scranno del Senato assegnato dal ministero dell’Interno a Michele Boccardi, in quota Forza Italia, per concederlo invece a Carmela Minuto, consigliera comunale di Molfetta vicina all’ex senatore Antonio Azzollini.
Poi c’è il reclamo allo studio dell’avvocato barese Michele Laforgia, in lista con Liberi e uguali, che si è visto sfilare il seggio alla Camera a favore della collega in lizza a Lecce, Rossella Muroni. Seggio che “è stato destinato a chi aveva preso meno voti”, aveva detto l’avvocato, mentre “al Senato tutti i seggi sono stati attribuiti nel collegio, in ossequio al principio di rappresentanza territoriale”.
Gli agenti della Digos, intanto, sono intervenuti insieme con polizia locale e vigili del fuoco, che hanno avviato le operazioni di messa in sicurezza della zona. Accertamenti anche sulle auto parcheggiate nei dintorni.

E, ma così ” riaccendete ” le speranze di qualche candidata/o esclusa/o : vuoi vedere che adesso arrivano i ricorsi, che richiedono la verifica ed il riconteggio delle schede, ” purtroppo ” non più disponibili… ?