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Home » Sindaco Tutolo verso la fine del mandato a Lucera. “Sono stanco non mi ricandiderò, ma…”

Sindaco Tutolo verso la fine del mandato a Lucera. “Sono stanco non mi ricandiderò, ma…”

Di Antonella Soccio
6 Aprile 2018
in Politica
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A poco meno di un anno dalla fine del suo mandato, dopo quattro anni di governo della città, camminare col sindaco di Lucera Antonio Tutolo, per chi non vive nel centro svevo, è una passeggiata “positiva”. I cittadini lo salutano ancora con orgoglio e piacevolezza, chiamandolo per nome. Dei ragazzini sedutisi accanto a lui sulle panchine di Piazza San Giacomo gli chiedono se è vero che la prossima estate ci sarà la Zip Line dalla villa comunale al bosco del Castello.

“Sì”, risponde loro. Il volo dell’angelo federiciano con l’arrampicata e l’ingresso obbligatorio nella fortezza, spiega invece a l’Immediato, sarà una “operazione attrattiva”. Una esperienza ludica, sportiva e artistico-culturale.

La cultura

“Viviamo in Italia, il Paese con il più alto numero di opere d’arte e di beni architettonici al mondo. Noi abbiamo un Castello bellissimo e crediamo che sia il migliore, perché gli siamo affezionati, ma in Italia ci sono tantissimi castelli, mica i turisti possono venire a visitare solo quello di Lucera? Non è pensabile che si possa vivere di solo turismo culturale, per promuovere certi beni devi dare un’occasione in più. Siamo certi che saranno in migliaia a voler venire a vivere l’emozione unica della Zip Line,  che unisce storia, cultura e avventura. Crediamo sia utile a valorizzare e a migliorare la fruibilità della nostra fortezza. Pensiamo sia un investimento, al pari del parco avventura, che va nella direzione di un serio sviluppo del turismo. La Giunta ha deliberato la sua realizzazione stanziando le somme necessarie”.

A differenza dei primi cittadini che lo hanno preceduto a Palazzo Mozzagrugno, Tutolo non ha mai avuto grossi scossoni politici. Rimpasti, quadre, crisi sono parole a lui quasi sconosciute. “Manca il gossip a Lucera da quando ci sono io, prima le crisi erano all’ordine del giorno, Dotoli non aveva più persone per far scorrere le liste. Noi abbiamo cambiato solo 2 assessori in 4 anni. Di Battista si è dimesso per gravi problemi personali e Federica Triggiani ha vinto il concorso da insegnante”. La sua scorsa assessora alla Cultura era poco politica, è cosi? “Federica è l’emblema dell’onestà, della pulizia- ribatte- È una persona perbene, eroica. Ha fatto l’assessore in momenti non di vacche magre, ma di vacche a cui erano rimaste solo le ossa. Carolina Favilla è più politica, è vero, ma forse più dal punto di vista caratteriale”.

Compattezza politica

Gli eletti del consiglio comunale, che sostengono la sua amministrazione, fatta eccezione per Luca Borrelli e Giuseppe Grasso, non erano mai stati amministratori della cosa pubblica. Lucera ha la più alta percentuale di donne in aula, solo qualche giorno fa ne è entrata un’altra, Francesca Ricucci. “Credo che la presenza femminile nel consiglio lucerino sia un unicum in tutta la provincia di Foggia”, continua il sindaco. “Ho avuto la fortuna di scegliere persone che amano lavorare e che hanno approvato senza problemi la riduzione dei costi del consiglio comunale. Prima un eletto prendeva il suo stipendiuccio da 800 euro, ora si arriva a 70 euro lordi al mese. Noi facciamo una commissione alla settimana, 4 al mese, di pomeriggio, senza quindi dover ottenere permessi di lavoro o erogare contributi aziendali. Le missioni inutili sono state abolite, non ho mai portato nessuno scontrino per farmi rimborsare. Sono andato a Milano per il Natale, col treno e ho pagato il biglietto. Zero rimborsi”. Altro che Roberto Fico, quindi.

Il sindaco si muove a piedi per Lucera, ha approvato un progetto ciclabile, ma i suoi concittadini, in questi anni, si sono molto incattiviti alla guida delle loro automobili, sfrecciando su Corso Garibaldi come in tutte le viuzze della città araba. Tutolo non ha avuto l’ardire di chiudere al traffico il centro storico. Perché? Si sarebbe fatto troppi nemici tra i commercianti? La risposta è schietta. “Per chiudere il centro storico dovremmo varare di nuovo il doppio senso sulla circonvallazione. E poi qual è il centro storico lucerino? È molto ampio. È un argomento sul quale non posso decidere da solo, d’imperio. Va decisa insieme alla cittadinanza quale parte del centro chiudere. Il primo obiettivo di un piano del traffico è la sicurezza, e su questo punto il senso unico sulla circonvallazione ha fallito, perché si è aumentata la velocità. L’altro aspetto era quello di decongestionare il centro storico e anche qui ha fallito”.

La massa debitoria

Manca solo un anno alla fine della sua esperienza da primo cittadino, quella specie di referendum sulla sua persona, dal 1 al 23 dicembre scorsi, non produsse risultati. Nessuno scrisse critiche sul suo operato. Ma Tutolo annuncia di non volersi ricandidare. Saranno gli altri a guidare la prossima fase, l’assessore al Bilancio Fabrizio Abate o qualcun altro della sua squadra. La sua concezione del potere appare strampalata, non fa le cose perché può ma perché è utile. E se sarà “utile” ricandidarsi per sventare la possibilità di un ritorno di Peppino Labbate si ricandiderà, ha detto ai suoi in Comune. L’azzurro Fabio Valerio non è il solo competitor possibile.

“Non ho alcuna intenzione di ripresentarmi, sono stanco – prosegue il sindaco -. Sono stati anni duri e faticosi, spesso di scoramento. Nei primi tempi venivi aggredito da sentenze e pignoramenti. Amministrare significa decidere, ma noi per 3 anni abbiamo dovuto amministrare i debiti, abbiamo fatto un lavoro essenziale e oscuro, che alla gente neppure interessa. 25 milioni di debiti sono stati eliminati in meno di 4 anni, ora abbiamo solo qualche problema di liquidità, che deriva ancora dai bilanci creativi passati, dove si inserivano 11 milioni di entrate dal capitolo lotta all’evasione”.

Solo il fondo dei crediti di dubbia esigibilità ammonta a 5 milioni. Si va da Imu e Tari non pagate all’accertamento Imu dall’eolico e riguarda gli evasori più diversi e insospettabili, come i publican di Piazza Duomo, tra gli altri.

Dal recupero delle somme Imu dei terreni ex Eca, pari a circa 120mila euro all’anno, l’amministrazione paga i buoni mensa, gli sfratti esecutivi con contributi di massimo 1500 euro, i funerali agli indigenti e le spese sanitarie a malati con gravi patologie e costretti alla mobilità passiva.

Il tema della rielezione

Perché non ricandidarsi ora che Lucera comincia ad essere risanata? “Sono stanco”, ripete, ma aggiunge: “Mi spiace non poter vedere i frutti della valanga di finanziamenti ottenuti. Non mi dispiacerebbe veder realizzati i lavori, che so partiranno solo tra 2 o 3 anni. Tommasone, Alghisa, Castello collina e mura, Bibloteca, Rigeneazione Urbana, siamo ormai a 30 milioni di finanziamenti, pari a 600mila euro al mese. La pagnotta ce la siamo guadagnata”, rimarca, facendo ironia con il nome stesso del suo movimento civico cittadino, La Pagnotta.

A differenza degli altri sindaci civici lei non è stato coinvolto in vicende scomode, non le sono arrivati biscotti tangentizi né ha ricevuto minacce come Gigi Damone, è stato solo più fortunato? “Abbiamo avuto anche noi i nostri timidi messaggi”.

Chi sarà il suo successore? “È presto per dirlo, noi adesso dobbiamo continuare a lavorare, non ci dobbiamo distrarre. La nostra forza è stata l’umiltà, anche quando non vedevamo la luce abbiamo tenuto la testa bassa per lavorare. Dobbiamo continuare così”, conclude.

Tags: Antonio TutoloLucera
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Comments 2

  1. Giustizia e legalità says:
    8 anni ago

    ” La pagnotta ce la siamo guadagnata “, è da Oscar !

    Rispondi
  2. Giustizia e legalità says:
    8 anni ago

    Una sola curiosità : chi sarebbero i ” publican ” di piazza Duomo, che non pagano Tasi ed Imu ? E le ditte dell’eolico, che hanno dimenticato il bollettino Imu ?

    Rispondi

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