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Home » Amgas e Ataf turbano il Comune di Foggia, vecchi contenziosi e lavoratori in agitazione: un caos

Amgas e Ataf turbano il Comune di Foggia, vecchi contenziosi e lavoratori in agitazione: un caos

Di Antonella Soccio
10 Aprile 2018
in Amministrativa
1
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Non solo Amiu ad impensierire il Comune di Foggia. Anche in Amgas sembrerebbero esservi dei problemi causati da un vecchio contenzioso tributario con l’Agenzia delle entrate del 2008. I vari gradi di giudizio hanno visto soccombente l’azienda del gas, da qui il pignoramento, annunciato da Giuseppe Mainiero e negato dal dirigente Carlo Dicesare, sia dei conti sia presso terzi. Una mancata garanzia fideiussoria sarebbe la causa di tale provvedimento tributario con decreto ingiuntivo. Ma tutto è avvolto dal mistero, perché sinora nessuno dell’azienda ha risposto o comunicato la propria versione.

Le cose non vanno meglio in Ataf dove i sindacati FILT-CGIL, UILT-UIL, UGL-TRASPORTI, FAISA-CISAL  e FAISA-CONFAIL battono duro per la seconda fase della procedura di raffreddamento dei dipendenti ATAF spa. “Facendo seguito alla inesaudita richiesta di incontro, inoltrata al sindaco di Foggia e al Consiglio di Amministrazione di A.T.A.F. spa in data 28 marzo u.s., con cui le scriventi OO.SS. chiedevano assicurazioni sul futuro aziendale e sulle condizioni sempre più preoccupanti ed inefficienti del servizio di trasporto pubblico nel comune di Foggia, e in prospettiva pregiudizievoli nella imminenza delle gare pubbliche, chiedono a S.E. il Prefetto di Foggia, in qualità di sede negoziale di livello superiore, un incontro sindacale in presenza dei responsabili aziendali e del socio unico della spa ATAF, il sindaco di Foggia”, scrivono in una nota rivolgendosi al prefetto Mariani. E spiegano: “Tale richiesta è intesa come attivazione della seconda fase della procedura di raffreddamento prevista dalla Regolamentazione degli scioperi della Commissione di Garanzia nei Servizi Pubblici Essenziali”.

I segretari delle varie organizzazioni invitano la Commissione di Garanzia a valutare negativamente il comportamento del Consiglio di Amministrazione e del socio unico della spa ATAF,  ai sensi dell’articolo 13, lettere c), d), h), i) ed m) della legge n. 146 del 1990 e successive modificazioni.
Le segreterie territoriali scrivono anche al presidente della Provincia Francesco Miglio. Vogliono incontrare anche lui per altre inadempienze politiche. Al centro della loro richiesta il contratto di servizio pubblico, riguardante i servizi di trasporto ferroviario urbano/metropolitana leggera, metropolitana, tram, filobus o autobus bandito dall’ente Provincia. “Quale organo competente e tenuto conto delle diverse note da noi inviate per tale problematica, chiediamo un incontro urgente, per conoscere l’organizzazione e le procedure di gara, al fine di tutelare i livelli occupazionali e garantire il servizio di mobilità su tutto il territorio Provinciale e cittadino.
Anche nel caso della Provincia l’incontro era stato già chiesto un mese fa. Ma nessun segnale era arrivato da Miglio e dal suo dirigente al ramo Emanuele Bux.

Tags: amgasAtafFoggia
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Comments 1

  1. Giustizia e legalità says:
    8 anni ago

    Bene, vedo che avete chiarito l’arcano : quindi, Mainiero diceva il vero, e non una ” bugia… una cretinata “, come gli ha detto il sindacal-dirigente ! Ma, allora, una riflessione, caro Mainiero va fatta per forza : questo comportamento dei dirigenti, che si sostituiscono nel dare risposte ( vere o meno, che siano ) finanche ad un sindaco ( con la minuscola ! ), da lui certamente consentito e/o tacitamente accettato, altro non è che un ulteriore segnale di debolezza, di mancanza di polso, di incapacità finanche di stabilire e fare rispettare elementari regole interne ! Simili interventi, spetterebbero solo ad un Sindaco che sia davvero tale, e non un ostaggio, arroccato nella sua stanza dei bottoni, e con minimi interessi da accudire, o no ? Non ritiri le dimissioni, e liberi la città dalla sua presenza, vista la inutilità di tenerlo ancora come sindaco sulla carta : e mi raccomando, Mainiero, controlla bene che lasci la fascia tricolore appesa dietro la porta, ancora la volessero a casa le muse…!

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