“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, recita l’articolo 21 della Costituzione Italiana. Il circolo A.N.P.I “Giuseppe Limosani” di San Giovanni Rotondo organizza un convegno sulla libertà di stampa. In Italia non sono ancora escluse nell’esercizio della professione giornalistica intimidazioni verbali o fisiche, provocazioni, minacce e pressioni di gruppi mafiosi e organizzazioni criminali. I giornalisti spesso si sentono sotto pressione e sempre più spesso scelgono di autocensurarsi. Cresce il numero di giornalisti italiani sotto protezione della polizia dopo minacce di morte. Per questi motivi l’A.N.P.I (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di San Giovanni Rotondo, in vista dell’anniversario della Liberazione, organizza un momento di riflessione sul tema della libertà di stampa.
Al convegno interverrà il giornalista Paolo Borrometi, presidente dell’associazione Articolo 21. Borrometi nel 2014 è stato aggredito da incappucciati, a causa delle continue minacce e dopo l’incendio della porta di casa, vive sotto scorta. Solidarietà gli è stata espressa dalle più alte cariche dello Stato. Nei giorni scorsi la polizia e la Direzione Distrettuale Antimafia hanno svelato un piano della mafia che mirava ad uccidere il giornalista. Al convegno parteciperà anche il giornalista Nello Trocchia, aggredito a Vieste mentre stava realizzando un servizio sulla mafia foggiana per la trasmissione di Rai 2 “Nemo, Nessuno Escluso”. L’iniziativa si terrà sabato 21 aprile alle 18.30 presso il “Chiostro Comunale” di Palazzo San Francesco, in Piazza dei Martiri a San Giovanni Rotondo.

Considerando, al posto dei lavoratori, che peggio di così non vi poteva andare, suggerirei di firmare anche questa ” cambiale ” in bianco : è gente del posto, non dovrebbe poi fare scelte scellerate verso i dipendenti ! Anche perchè, diversamente, piano o non piano industriale oggi, le situazioni, da qui a due anni, possono evolvere in positivo o in negativo : le carte, a poco servono, bisogna scommettere solo sulla serietà delle persone ! Certo, i tempi delle vacche grasse sono sicuramente finiti, per tutti : qualche sacrificio, tra fuoriuscite incentivate, reinquadramenti, demansionamenti, ci sarà da attenderli, per ridurre le voci di spesa. Piuttosto, mi concentrerei sul chiedere premi di produttività ed incentivi al raggiungimento di obiettivi, dimostrando così di essere tutti ” uniti ” nella stessa barca : se và bene per i padroni, dovrà per forza andare bene anche per i dipendenti ! Dispiace, però, constatare le solite ” fughe in avanti ” di qualche sigla : il fronte dei lavoratori, a tutela vera dei ” loro ” interessi, e solo di quelli dei ” lavoratori “, deve sempre rimanere compatto, e deve rappresentare un ” unico ” interlocutore per il management, per semplificare i processi decisionali, e non vi sono ragioni giustificabili per un andamento ” altalenante ” !