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Home » “Foggia inForma”, l’antiquato free press di Landella. “Si rifugia nel passato per fare bella figura”

“Foggia inForma”, l’antiquato free press di Landella. “Si rifugia nel passato per fare bella figura”

Di Redazione
19 Aprile 2018
in Politica
5
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Presentare in una conferenza stampa, come quella tenuta oggi dal sindaco del capoluogo Franco Landella, un “periodico” cartaceo old style, stampato in 20mila copie e da distribuire in città, è sembrato quasi un “preavviso di licenziamento” per i giornalisti locali. Siti, giornali, emittenti non servono più a niente? Quello che un tempo sarebbe emerso in una mega intervista esclusiva ad un quotidiano o ad una tv locale, è stato invece affidato ad un contenitore autoprodotto.

Nessuna diretta streaming sui social media, che il sindaco per tutti i 20 giorni delle sue dimissioni ha ignorato. Le interviste odierne ai giornalisti sono state solo successive e sono forse ben poca cosa, quasi un chiacchiericcio futile rispetto a quanto già sviluppato e sviscerato nel “periodico”, del quale si sono annunciate nuove pubblicazioni.

Il pamphlet “Foggia inForma. 4 anni di attività amministrativa 2014-2017” con la “F” blu, che richiama graficamente e simbolicamente la Fontana del Sele, sulla “città che cambia”, stampato dalla società Printec di Marco Pontieri, editore del Satanello è una scelta bizzarra nei tempi della comunicazione social. Il materiale elaborato dell’ufficio stampa del sindaco Landella, che avrebbe dovuto essere proiettato con delle slides, è divenuto un giornalino, non privo di errore in prima pagina, sui vari settori di intervento dell’amministrazione.

Il cartaceo “personale” è stato ritenuto più efficace di tanti post o video. Più efficace di una intervista con una testata “prescelta” per l’uso. Cosa significa puntare su un cartaceo free press nell’epoca della rete? L’Immediato ha posto la domanda al comunicatore e giornalista Enrico Ciccarelli. La sua analisi è molto articolata. “Mi pare si tratti di un’epoca tramontata nei fatti. Tuttavia il prodotto presentato oggi non mi pare abbia natura e caratteristiche editoriali, tanto meno imprenditoriali. È una legittima iniziativa privata di Landella, che riassume dal suo specifico punto di vista i quattro anni della sua sindacatura. È un prodotto propagandistico (ripeto: del tutto lecito) non informativo”.

“Viviamo i tempi del fastidio per l’intermediazione giornalistica – continua Ciccarelli – anche il più convinto giornalista vicino alla propria parte politica viene vissuto come un disturbatore. Il periodico di Landella non è dissimile dal blog di Beppe Grillo, oggi diventato magazine del Movimento 5 Stelle. Si accumulano punti di vista, non si fa lavoro giornalistico. I free press nascevano per le vendite immobiliari o per la cultura e per lo spettacolo come nel caso di Viveur, dovevano avere una utilità immediata. Foggia&Foggia era nato per gli annunci e aveva la caratteristica principale di giornale di comunità con notizie più piccole, non mainstream, non faceva infatti la Nera o la Giudiziaria. Credo che Landella abbia scelto la carta perché crede che esista un digital divide tra i suoi elettori, è un giornale da guardare più che da leggere, in cui emerge l’evidenza della foto, per un meccanismo di auto evidenza. Poi poco importa che le strade siano più simili a Beirut che non a quello che è rappresentato nel periodico”.

Il corpo intermedio dei giornalisti viene ritenuto incapace di comunicare i 4 anni di governo, come in una censura preventiva. “Non mi fido di voi”, questo è il messaggio che arriva. “In un mondo in cui oggi sono tutti su Facebook e su Instagram, in un tuffo nella schiuma, il sindaco si rifugia nel passato per fare la bella figura, per apparire nell’immagine”, conclude Ciccarelli.

Del resto, il Foggia inForma lo spiega: “ci sono dei momenti della vita in cui si avverte il bisogno di recuperare dal vortice della quotidianità che tutto inghiotte, quasi senza senso, ciò che si è costruito per dare ragione del valore della passione, della dedizione e dei sacrifici compiuti”. Il periodico ha “riordinato” la storia d’amore che lega il sindaco alla città, come un novello Berlusconi. Solo che qui la storia è pubblica, non privata e aziendalista.

Il cartaceo servirà più al mittente o al destinatario?

Tags: Enrico CiccarelliFoggiaFranco Landella
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Comments 5

  1. Maria Rosaria says:
    8 anni ago

    Che squallore , sentir pronunciare ripetutamente queste parole : abbiamo incentrato l’attività politica sulla cultura , e poi ancora ….. la cultura che riaccende la speranza del Natale …..

    Rispondi
    • Giustizia e legalità says:
      8 anni ago

      Noo, non cultura, bensì ” gultura ” : lui, così la chiama !

      Rispondi
  2. Giustizia e legalità says:
    8 anni ago

    Tra l’altro, qualcuno vuole dire al ” committente ” del giornalino, che si scrive servizi sociali e non ” soVciali ” : la vice-sindaca, altrimenti, potrebbe prenderla male, visto che già l’insegna sulla sua sede riporta la scritta “..sessorato “….! Eppure, non saranno certo mancati al sindaco i ” revisori ” delle sue bozze, soprattutto per la traduzione dal Landellian-language all’italiano corrente, o no ?

    Rispondi
  3. Maria Rosaria says:
    8 anni ago

    Sindaco Landella, per rispolverare la sua memoria e quella dei vari consiglieri comunali, in vista di questo azzeramento al buio della vergogna, dovreste rispondere a questo mio messaggio : vigliacchi!
    La nostra città è una fonte inesauribile di storia : Arpi e Canusium sono state le città più grandi “DELL’ ITALIA PREROMANA ” come attesta “Strabone” , (geografo e storico antico ) che descrive la nostra città tra le più estese : A conferma dell’importanza economica che la città dovette avere vi è il,ritrovamento di numerose monete che venivano coniate in “loco” fino all’epoca bizantina: Come non citare l’importanza storica di Arpi e Diomede nel V libro dell’Iliade o, nella Divina Commedia di Dante Alighieri ( inferno canto ventiseiesimo ) . Diomede più volte menzionato nei vari testi come eroe di giustizia e della civilizzazione del nostro territorio; che la Daunia durante l’ellenismo sia divenuta una fucina di esperienze pittoriche di altissimo livello , come è provato anche dalle straordinarie pitture che con altre decoravano il vestibolo e la cella centrale dell’ipogeo la Medusa di Arpi ..Non a caso analisi chimiche sui dipinti hanno messo in luce la straordinaria importanza per la CONOSCENZA DELLE ESPERIENZE TECNICHE PITTORICHE SVILUPPATASI “IN LOCO NELLA NOSTRA CITTÀ” : Come far finta di continuare ad ignorare la lettura dell’iscrizione sul pinax della tomba della Medusa come la “firma del suo pittore ” Artros Pinave ” , è un documento straordinario per la città di Foggia, solo in rari casi veniva apposta nella ceramografia figurata magnogreca , la sola indicazione del nome dell’artigiano , quello arpano rimane “l’unico esempio di firma a parete “.
    I MOSAICI È QUANTO Di PIÙ PREZIOSO POSSIAMO VANTARE A GRAN VOCE DI POSSEDERE FRA I REPERTI ARCHEOLOGICI DELLA NOSTRA CITTÀ .
    Le testimonianze di Arpi non hanno uguali per quantità , e tipologia nel resto della Regione tanto che fanno credere a buon diritto che la politica filoromano delle aristocrazie dominanti comportava processi di trasmissione Culturali reciproche .
    Come è possibile che sì tanta cultura non sia divulgata a gran voce e con orgoglio dalla nostra città : Arpi fu fondata nel “1182 a. C.
    Un dato storico certo è Arpi nel 524 a.C. fu artefice, insieme all’altra popolazione che abitava quelle terre, i Dauni, di un’alleanza con gli Etruschi per scacciare i Greci dai territori dell’attuale Campania.
    Inoltre nel 326 a.C. la città di Diomede strinse un alleanza con Roma contro i Sanniti . Purtroppo la fedeltà a Roma le costò l’ingresso in guerra contro Annibale (che tra l’altro trascorse un intero inverno ad Arpi ) : come si fa a non citare la storia della nostra città ? Durante l’epoca Ellenistica , la conoscenza della mitologia cominciò ad essere considerata come un segno di profonda cultura, e chi ne fosse stato in possesso come appartenente ad una classe sociale e culturale elevata .
    “Siponto era il Porto Di Arpi ” e sempre sul mare , un po’ più a sud sorgeva Salapia ( vicino l’attuale Zapponeta ) . Siponto punto di imbarco per la Dalmazia , durante l’impero per parecchi secoli , un traghetto più o meno regolare collegherà Sipontum con Salona , sul l’altra sponda , I cui resti sono a qualche chilometro a nord di Spalato . Erano tutti fatti che a cominciare da Virgilio, Augusto , Agrippa , Mecenate , Orazio , conoscevano che erano i diretti responsabili del corso d’acqua che , consentiva loro di raggiungere Siponto , ovvero da “Arpi utilizzavano il Celone per raggiungere Siponto : ” Che fiumi e altri corsi d’acqua funzionassero a dovere è dimostrato dall’archeologia e da varie notizie letterarie.
    Questo è un argomento di storia più unico che raro , fatto di bellezza artistica e di grande cultura . Come non citare Federico ll di Svevia che amava a tal punto la città di Foggia che nel 1223 fece erigere un maestoso palazzo imperiale in cui soggiornò con tutta la sua corte e ricevette le più alte personalità del tempo , grazie alla sua frequentazioni con sommi poeti . Federico secondo di Svevia parlava sette lingue .
    Sindaco vorrei informarla che finalmente , proprio oggi , da un fedifrago della regione Puglia, ho appreso che mai nessuno ha sottoposto un progetto di recupero per l’ipogeo della Medusa e la necropoli di Arpi , è che anche se , la tutela dei beni archeologici sono di competenza dello Stato , la regione ha destinato centinaia di milioni di euro al restauro e recupero di Beni Culturali. Di conseguenza , è evidente che lei sindaco Landella , insieme ai mega consiglieri del Comune di Foggia , non avete fatto nulla , durante questi quattro anni per il recupero della necropoli di Arpi : Vergognatevi vigliacchi e traditori …!

    Rispondi
  4. Giustizia e legalità says:
    8 anni ago

    Il titolo del giornalino, che nella grafica e contenuti mi ricorda quelli di pubblicità dei supermercati, mi fa sorgere un dubbio : ma, non è che, anzichè darsi all’ippica, ha deciso di aprire un ” centro fitness “, chiamandolo proprio ” Foggia In Forma ” ?

    Rispondi

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