Puntuale prima della cruciale Direzione del Pd di domani 3 maggio è arrivata nel tardo pomeriggio una Renzinews. Politica internazionale, dati Istat e scenari. “Ho invitato tutti gli amici del PD all’unità anche in vista della direzione di domani. Lorenzo Guerini ha proposto un documento (molto sobrio, nello stile che è proprio di Lorenzo) per evitare polemiche. Io l’ho firmato come molti altri parlamentari e membri di Direzione: no al Governo Di Maio o Salvini, sì a lavorare insieme sulle regole del gioco, no a polemiche inutili”, ha scritto l’ex premier a tutti i suoi più stretti simpatizzanti.
Nel documento firmato 77 deputati su 105 e da 39 senatori su 52, in totale, 120 firmatari su 209 componenti della direzione nazionale si sostiene che il Pd “debba essere pronto a confrontarsi con tutti, ma partendo dal rispetto dell’esito del voto: per questo non voteremo la fiducia a un governo guidato da Salvini o Di Maio. Significherebbe infatti venire meno al mandato degli elettori democratici. È utile invece impegnarci a un lavoro comune, insieme a tutte le forze politiche, per riscrivere insieme le regole del nostro sistema politico-istituzionale”.

Intanto sul discusso sito Senza di me oggi era partita una conta interna, poi rimossa, con tanto di nomi e liste di chi tra i dem è favorevole all’accordo. Quasi tutti i componenti pugliesi, da Michele Bordo a Dario Ginefra, passando per Elena Gentile e Colomba Mongiello, sono stati catalogati, a differenza di Michele Emiliano e Francesco Boccia, tra coloro che non si sono ancora espressi sul Sì o sul No all’accordo. Ma Elena Gentile, come si sa, sta con Renzi, come ha chiaramente esplicitato alla nostra testata web.

L’ex deputata del Fronte dem di Emiliano Colomba Mongiello, colpita nelle scorse ore dal lutto per la perdita dell’amato padre, potrebbe non recarsi in Direzione domani, quanto a Ginefra è netto: “Chi pensa di soffocare il confronto in Direzione con questo documento sbaglia. Le firme in calce dimostrano solo quello che sapevamo: Renzi ha occupato, con la scelta dei capolista e dei collegi uninominali sicuri, i gruppi parlamentari con un’idea proprietaria del Partito”.
Sulla questione interviene anche il consigliere politico di Michele Emiliano, l’ex senatore Giovanni Procacci: “Si possono avere le più svariate opinioni su Michele Emiliano, ma tutti devono convenire che intuisce e prefigura gli scenari molto prima degli altri. Così è stato nel rapporto con i 5 stelle (chiamati al governo pugliese già tre anni fa), così è stato nel rapporto con Renzi! Oggi tutti i suoi ex alleati, da Martina a Franceschini a Fassino dicono le stesse cose che Emiliano dice di Renzi da tempo! Solo che, come accade a tutti i battistrada, parlare prima che i tempi siano maturi spesso comporta rifiuti, sdegno e accuse di follia politica. Diceva un saggio di altri tempi: “La notte è bella! Ma occorre forzare la luce a venir fuori”.
