Nicola Pinto, ex sindaco di Rodi Garganico, assolto dalle accuse rivoltegli dall’attuale primo cittadino, Carmine D’Anelli, in una denuncia da quest’ultimo presentata ad agosto 2016, ed ora D’Anelli viene rinviato a giudizio per calunnia e diffamazione.
“La denuncia del D’Anelli contro Pinto – fa sapere l’avvocato Paolo D’Ambrosio, legale di Pinto – cercava di puntare il dito contro l’allora sindaco di Rodi, in relazione all’episodio dell’esplosione di alcuni colpi di fucile all’indirizzo dell’abitazione del D’Anelli, avvenuto proprio durante il quinquennio dell’Amministrazione Pinto (2012-2017), sfruttando le confidenze di un imprenditore garganico che gli aveva riferito di essere stato richiesto espressamente dal Pinto di organizzare un’azione punitiva contro il D’Anelli.
Eppure è noto che, in quello stesso periodo, era stata incendiata l’auto del Vice-Sindaco, Pino Veneziani; profanata la tomba di famiglia del secondo Vice sindaco, Carlo Vallese; incendiata l’auto del Vice Presidente del Consiglio Comunale, Emilio del Conte; bloccata la processione dei Santi Patroni del Comune di Rodi Garganico da parte di una folla di facinorosi; fatta esplodere una bomba carta nelle adiacenze del cortile dell’abitazione del sindaco Pinto; tentato di dare fuoco al portone dell’albergo dell’assessore al turismo, Giulia Apicella.
Dopo tutti questi fatti, il dr. D’Anelli aveva denunziato Nicola Pinto. Ma in tempi brevissimi, lo scorso 12 aprile, il dr. Pinto, difeso dall’avvocato Paolo D’Ambrosio, è stato assolto con formula piena dalle predette accuse, ritenute palesemente infondate, mentre il 3 maggio il D’Anelli è stato rinviato a giudizio per la corrispondente calunnia e diffamazione. Il dr. D’Anelli, sindaco attualmente in carica a Rodi Garganico – conclude l’avvocato -, sarà chiamato a rispondere dinanzi al Tribunale di Foggia il prossimo 3 luglio“.

Dopo questa notizia, da voi pubblicata, vi assicuro che domani ci sarà la corsa a rivendicare la ” primogenitura ” : vogliamo provare ad indovinare l’ordine temporale di arrivo ?
Poichè, per problemi del sito, è riapparso qui sotto un mio commento di un anno fa, scritto in relazione a tutt’altra vicenda, che nulla ha a che vedere con quella, di cui qui ci si occupa, sono quasi costretto a dire qualcosa, augurandomi non si ripetano simili ” riedizioni “. Quindi, il D’Anelli, potremmo dire, visto l’epilogo, che da avere è rimasto a dare : ciò che, a questo punto, non riesco a comprendere, è il ruolo dell’imprenditore che, “confidenzialmente”, gli aveva imbeccato la storia… ! Mah !