Il dormitorio per indigenti, senza tetto e migranti, allestito da Padre Luigi Martella presso la chiesa di Sant’Alfonso de’ Liguori a Foggia, rischia la chiusura, poiché è scaduta lo scorso 15 gennaio la convenzione tra la parrocchia del Candelaro e il Comune di Foggia, che assicurava un finanziamento di 20mila euro all’anno. Il parroco, per far fronte ad un altro mese, ha organizzato per il prossimo 27 maggio una serata di beneficenza al Teatro Umberto Giordano, con uno sbigliettamento che va dai 15 euro per un ticket in platea ai 12 euro e 10 euro per i posti di palco.
Sarà una serata musicale, durante la quale si esibiranno Mario Salvatore in “Così cantava Napoli” e Barbara Buonaiuto con la special guest di Musicomio Rosalba Santoro. Tutti i fondi raccolti saranno destinati a finanziare il dormitorio per i senza fissa dimora.
A l’Immediato padre Martella ha raccontato i fatti attuali. Il finanziamento del Comune è finito il 15 gennaio, non è stato rinnovato, perché mancano i fondi rivenienti dal Piano Sociale di Zona.
Nel bilancio di previsione 2018, approvato ieri a Palazzo di Città, non c’è traccia infatti del dormitorio nei servizi del Sociale e Prevenzione. Vi sono le spese sociali per i servizi di accoglienza in favore dei rifugiati e richiedenti asilo politico pari a oltre 450mila euro, il servizio di assistenza domiciliare integrata pari a 479mila euro. Ci sono il servizio di telesoccorso e telecontrollo anziani, quello di integrazione scolastica ed extra scolastica per gli alunni disabili, il servizio per la gestione del Centro antiviolenza del valore di 21mila euro, il servizio socio educativo per minori di 72mila euro, quello domiciliare di 26mila euro, il centro diurno riabilitativo di 44mila euro, la Porta Unica di Accesso pari a 64mila euro e l’ampliamento degli asili nido comunali pari a 132mila euro.
Il canale ufficiale di raccordo tra la parrocchia e il Comune era la Caritas. Fu soprattutto don Francesco Catalano, ex direttore, ad attivarsi.
“Il finanziamento era mirato al dormitorio – spiega padre Martella – noi ricevevamo i soldi, anche se non erano sufficienti al 100%, abbiamo spesso utilizzato le donazioni della Fondazione Banca del Monte, oggi Fondazione Monti Uniti. Attualmente abbiamo 30 posti e 30 ospiti ogni notte. Eravamo partiti con 18, abbiamo avuto 5 letti dalla Protezione Civile per l’emergenza freddo, e ce li abbiamo ancora perché continua a far freddo di notte. Due anni fa, nel 2016, il Comune ci finanziò 40mila. Ne spendemmo 46mila, ci aiutarono la Fondazione e altri privati donatori”.
Quali sono le spese vive del dormitorio? “Abbiamo un custode che sta ogni notte in dormitorio, c’è l’accoglienza, la pulizia delle stanze due volte a settimane, al mattino c’è la colazione. Le spese base vanno poi anche per la disinfestazione, l’anno scorso si è rotta la pompa della fogna, si bruciò. Abbiamo dovuto mettere a norma l’impianto elettrico, le spese sono state tutte documentate. Ora la Fondazione è sempre pronta, con 5mila euro, ma la convenzione del Comune è chiusa il 15 gennaio, ho chiesto aiuto al mio istituto, ho chiesto anche ai privati e alla Caritas diocesana, con don Francesco c’era una grande collaborazione. La convenzione è stata valida dal 15 maggio al 15 gennaio, tutti i primi mesi abbiamo provveduto a tutto noi. L’assessore ci ha chiesto: come avete fatto a spendere i soldi? Ma il custode e le donne delle pulizie vanno pagate, per noi è anche un modo per dare dignità e lavoro a molte persone del quartiere. Al custode diamo 35 euro a notte, prima usavamo i vaucher”.
Il Piano sociale di zona non c’è, la Regione ritarda e il Comune, osserva padre Martella, con la crisi politica “non è stato granché efficiente”. “Con lo spettacolo se tutto va bene andiamo avanti un altro mese”. L’obiettivo è riempire il Giordano.

Certo, ciò che ci racconta Don Luigi, è un segnale bruttissimo per la città : non trovare, nelle pieghe di un bilancio 30-40 mila euro per una simile iniziativa, è davvero risibile ! E, lo è ancora di più, lì dove stiamo parlando di un Comune che è riuscito a ” non incassare ” milioni di euro dalla Gema, poi dalla Aipa-Mazal, ora anche da chi svuotava i parcometri…: come dire, manica larga con chi deve pagare, e braccino corto con chi deve ricevere, o no ?