Tre ergastoli per l’agguato mortale al bar H24 di via San Severo a Foggia del 29 ottobre 2016. È questa la richiesta della DDA (pm Perrone e Di Giorgio) per Francesco Sinesi, figlio del capomafia Roberto (detto “lo zio”), per il cugino Cosimo Damiano Sinesi e per il sicario di San Marco in Lamis, Patrizio Villani, ritenuto braccio armato del clan foggiano Sinesi-Francavilla. Il processo, che si sta svolgendo a Bari col rito abbreviato (previsto sconto di un terzo della pena, ndr), sta avanzando velocemente verso l’epilogo.
Stando all’accusa, Francesco Sinesi e suo cugino Cosimo Damiano (che si chiuse in casa nelle settimane successive all’omicidio per evitare la vendetta dei rivali) sarebbero stati gli assoluti organizzatori. Il primo nel ruolo di mandante, il secondo colui che avrebbe indicato ai killer quando e dove colpire le vittime. Quel giorno morì il 21enne Roberto Tizzano mentre rimase ferito il coetaneo Roberto Bruno. Per la DDA fu la sanguinosa risposta dei Sinesi al tentato omicidio dello “zio”, avvenuto il 6 settembre dello stesso anno mentre era in auto con la figlia e il nipotino. Il boss si salvò per miracolo da una sventagliata di colpi nel rione Candelaro.
Nulla da fare, invece, per il giovane Tizzano, eliminato nel bar da almeno due persone. Secondo l’accusa gli esecutori materiali furono Villani (armato di fucile) e un altro soggetto mai identificato. Quel giorno i killer fecero irruzione nel bar per uccidere i giovani che erano all’interno, entrambi vicini al clan rivale dei Moretti-Pellegrino. Armati e incappucciati spararono 9 colpi di fucile e pistola: Tizzano morì durante il trasporto in ospedale, Bruno fu salvato in sala operatoria. Illeso Giuseppe Albanese, anche lui presente nel locale ma “miracolato” per motivi mai accertati. L’auto utilizzata dai sicari per la fuga, una Lancia Delta, fu trovata tra Apricena e San Nicandro Garganico, data alle fiamme nelle campagne poche ore dopo l’agguato.
Alla sbarra per il sangue versato in via San Severo, ci sono anche Sergio Ragno e Gaetano Piserchia, uomini dei Sinesi, accusati di favoreggiamento aggravato dalla mafiosità. Secondo i pm avrebbero partecipato a un summit di mafia a casa di Francesco Sinesi poco prima dell’agguato nel bar. Dopo la richiesta dei magistrati della DDA, si attendono ora le arringhe degli avvocati difensori. La sentenza del processo di primo grado potrebbe arrivare prima dell’estate.