Ieri, la seconda sezione penale della Corte Suprema di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 5 anni di reclusione emessa nei confronti di Matteo Dies, 45enne di Vieste, ex guardia giurata. L’uomo venne arrestato il 20 giugno 2015 perchè deteneva, in un box di pertinenza della sua abitazione a Vieste, numerosi armi, fra cui un fucile a pompa, tre fucili semiautomatici, un fucile sovrapposto, un fucile a canna unica, una pistola calibro 45, due pistole lanciarazzi, il caricatore per un fucile mitragliatore Kalashnikov e centinaia di munizioni. Il tutto “sorvegliato” da un serpente, razza “boa constrictor”. Quell’arsenale fu inizialmente collegato a Marco Raduano, giovane boss di Vieste ma quest’ultimo fu poi scagionato da questa accusa.
Recluso per due anni, prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, venne condannato a 5 anni di reclusione dal Tribunale di Foggia il 26 febbraio 2016, e la condanna venne confermata dalla Corte di Appello di Bari il 6 febbraio 2017. Nè i giudici foggiani, nè quelli baresi avevano inteso accogliere la tesi del suo difensore, l’avvocato Paolo D’Ambrosio, secondo cui la pena doveva essere ridotta a 3 anni e sei mesi, perchè ingiustamente il pubblico ministero aveva respinto l’istanza di patteggiamento della pena così commisurata, avanzata dall’imputato all’inizio del processo.
I giudici della Corte Suprema, ieri, hanno riconosciuto l’esattezza della tesi difensiva, annullando la sentenza di condanna e rinviando il processo ad altra sezione della Corte di Appello di Bari per rivalutare la pena da irrogare.
