I giochi sono fatti, ieri alle 12 è scaduto il termine per presentare le liste per le comunali del 2018. Il prossimo 10 giugno vanno al voto più di 700 Comuni italiani, tra cui 20 capoluoghi di provincia, di cui due pugliesi. A seguito dello scioglimento disposto dal Ministero dell’Interno per i Comuni di Manduria e Surbo sono 45 i Comuni pugliesi interessati al voto su 258 totali regionali. Di questi, 8 nella provincia di Bari, 3 nella BAT, tra i quali Barletta, 8 in provincia di Brindisi, tra cui lo stesso capoluogo, 10 in provincia di Foggia, 10 in provincia di Lecce e 6 in provincia di Taranto. Concentriamoci sulla Capitanata.
Anzano di Puglia
1617 anime all’anagrafe nel lontano Comune dei Monti Dauni. Il sindaco uscente Paolo Lavanga, vicino al civismo pugliese dell’assessore regionale Leo Di Gioia, si ricandida: #andiamoavincere è il suo slogan e quello della sua squadra di 11 candidati consiglieri comunali. A competere per la carica di sindaco è una maestra elementare Silvana Addesa sorella della dipendente dell’Ufficio Anagrafe di Anzano e legata agli ex sindaci, i fratelli Rossi, che stavolta non saranno della partita. 8 i candidati in lista per l’insegnante che vive nella vicinissima Scampitella in Irpinia.
Bovino
3562 bovinesi in uno dei Borghi più Belli d’Italia. Dopo i dissidi interni e la fuoriuscita della lista penstellata, con la revoca del simbolo da parte dello staff nazionale e le accuse e le recriminazioni della candidata sindaca Miky Franza nei confronti degli attivisti foggiani, restano in campo per la poltrona di primo cittadino tre aspiranti: il vicesindaco uscente Enzo Nunno, espressione dell’attuale sindaco Michele Dedda e due donne Antonella Ruscillo, interna al Gal Meridaunia di Alberto Casoria e Stefania Russo, vicinissima all’ex sindaco Nardino Lombardi.
Carapelle
6524 abitanti nella città commissariata dopo il fallimento di Remo Capuozzo. Da un lato Antonio Ricci sostenuto dal Pd con la Lista Futura, dall’altro il commercialista trasversale Umberto Di Michele con la sua opzione politica “Il Salto”.
Faeto
500 votanti sui Monti Dauni, dove si sta consumando un altro caso nazionale, dopo quello dello scorso anno quando nessuno si presentò alle elezioni amministrative. Da zero liste a 9 liste per il prossimo 10 giugno 2018, 7 delle quali farlocche, di cui 6 organizzate da un unico soggetto, che ha messo insieme agenti penitenziari e altri uomini delle forze dell’ordine che hanno scelto Faeto per farsi un mese di ferie. Un’altra lista simile è stata composta da un movimento leccese. Per i candidati delle forze armate è previsto un mese di aspettativa per la campagna elettorale. E nei Comuni al di sotto dei 1000 abitanti non c’è bisogno della sottoscrizione di firme per presentare una lista: nulla di più semplice per assentarsi dal lavoro per un mese. Sono 77 gli agenti che utilizzeranno Faeto per questo scopo.
Accanto a loro le liste “vere” di faetani. Si scontrano Michele Favia e il veterinario 54enne Achille D’Aloia, con una lista progressista.
“Nel 2010 mi presentai come gruppo, oggi mi ripropongo con le stesse persone, Insieme per Faeto. Siamo 8 più 1, ripartiti quest’anno dopo la vergognosa figura internazionale dell’anno scorso, con grande senso di responsabilità, ci siamo allargati. Vivremo la truffa delle sette liste delle forze dell’ordine”, spiega D’Aloia a l’Immediato.
Peschici
4 i candidati nella Perla del Gargano, come abbondantemente scritto : il sindaco uscente Franco Tavaglione al motto di “Ripartiamo”, Memo Afferrante sostenuto dalla ex amministrazione Vecera con la civica “Uniti verso il futuro”, Antonella Delli Muti, cognata di Gianni Maggiano e Giuseppe Falcone con la lista “Peschici ai peschiciani”. Quinta ed ultima lista di giovani peschierani “Cambia Peschici”. I ragazzi hanno scelto Francesco Piracci candidato sindaco per rappresentarli.
Pietramontecorvino
Torna in campo, chiamato e sollecitato da tanti cittadini delusi dalle attuali politiche, l’ex sindaco Rino Lamarucciola con la lista Unità&Identità. Sfiderà il primo cittadino uscente, il medico Raimondo Giallella, possibile candidato del Pd alla corsa per la presidenza per la Provincia in ottobre, qualora fosse riconfermato, la giovane pentastellata Gisella Carchia e il bancario appassionato di teatro Alfonso Piccirillo. Nessuno dei competitor di Giallella alla fine si è ritirato. Il frazionamento creerà dinamismi o polarizzerà il voto su una sola lista nel paese di Sant’Alberto e della Sedia del Diavolo?
San Marco La Catola
L’avvocato Donato Masiello ha presentato la sua lista che definisce di “combattenti”. Si scontrerà contro gli avversari di sempre, legatissimi all’ex parlamentare Lello Di Gioia, il sindaco uscente Paolo De Martinis in ticket con D’Antino. Ha fatto un passo indietro Bernadette Cappelletta, che sarà gregaria della coalizione del politico socialista.
San Nicandro Garganico
Molto interessante la sfida dell’unico Comune che potrebbe disputare il ballottaggio. Il mondo del centrodestra è spaccato in tre tronconi. L’uscente Pier Paolo Gualano, sostenuto dal civismo pugliese e da pezzi di ex azzurri sparsi, concorrerà con Nicola Corso del M5S, il medico centrista Udc Costantino Ciavarella, alleato con la Forza Italia ufficiale di Raffaele Di Mauro e con la Lega che candida il brillante Antonio Berardi, il piddino Mario D’Ambrosio e il cardiochirurgo Fabrizio Tancredi, che ha con sé ben tre liste d’appoggio, che saranno presentate lunedì.
San Paolo Civitate
In amministrazione straordinaria da sei mesi, nel Comune dell’Alto Tavoliere, che conta circa 6000, il M5S non ce l’ha fatta a formare un gruppo politico di 12+1 candidati, “andando contro le accozzaglie di persone, l’arrivismo, il disinteresse e l’utilizzo di riempi lista”, come ha scritto.
Due le liste a San Paolo. La Lega con una sua candidata Felicetta Tartaglia non è stata accettata per disguidi numerici. Sarà della partita il dottor Franco Marino con la lista Marino Sindaco, mentre sono con l’altro candidato primo cittadino, l’avvocato Dionigi Neri, i candidati consiglieri piddini e centristi Mario Faienza, Michela Celozzi, Picucci Mariangela, Alfonso di Battista, Andrea Altieri, Filena Ferri, Maria Alberta Lembo, Elisa D’antino, Egidio Magnati, Michele Incoronato, Annamaria Panunzio e Vincenzo La Mola.
Vico del Gargano
Poco più di 4300 votanti nel paese di San Valentino. Il sindaco uscente e consigliere provinciale civico Michele Sementino, che negli ultimi giorni è approdato all’approvazione del Pug, dovrà vedersela con Michele Scaramuzzo, che sulla carta ha una lista piena di campioni di consenso, molto forte, appoggiata dall’architetto Francesco Delli Muti e da colui che è chiamato da tutti in Capitanata “l’Andreotti del Gargano”, l’insostituibile professor Peppino Maratea, e con il giovane leghista Daniele Cusmai della storica e importante famiglia di agricoltori dell’Agricola Cusmai. La squadra salviniana è molto fresca e scevra da condizionamenti del passato e con il vento che tira potrebbe anche riservare parecchie sorprese, se godrà, come è ormai certo, della visita di Matteo Salvini in piazza.
