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Home » Xylella, cresce la protesta. La Regione sta verificando la legittimità delle ordinanze salentine anti pesticidi

Xylella, cresce la protesta. La Regione sta verificando la legittimità delle ordinanze salentine anti pesticidi

Di Redazione
14 Maggio 2018
in Agricoltura
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Li chiamano atti di “disobbedienza civile”, ma l’assessore regionale all’Agricoltura Leo Di Gioia, come confida a l’Immediato, sta verificando la legittimità delle ordinanze con i cui i primi cittadini salentini, vogliono vietare l’uso di pesticidi imposti dal Decreto dello scorso 13 febbraio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile, del Ministro per l’agricoltura e le politiche forestali avente ad oggetto le “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica Italiana”.

Il primo ad industriarsi contro i pesticidi con una ordinanza è stato il sindaco di Nardò, l’avvocato Pippi Mellone, il quale ha fatto assoluto divieto, a scopo cautelativo e in via precauzionale, su tutto il territorio comunale di utilizzare in agricoltura pesticidi e/o prodotti fitosanitari di potenziale pericolo, quali sostanze riconducibili ai neonicotinoidi (acetamiprid, imidaclopramid) ed erbicidi (glifosato), a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, allo scopo ulteriore di preservare da possibili contaminazioni il suolo, l’acqua, i prodotti agricoli, a salvaguardia inoltre della biodiversità e della salute umana e anima.

“Stanno provando ad avvelenarci e a uccidere il Salento, ma da qui non si passa”, ha scritto il sindaco. Gli agricoltori che dovessero rispettare il Decreto Martina anziché l’ordinanza sindacale si ritroverebbero ad essere puniti con una sanzione amministrativa di ben 500 euro.

Nell’ordinanza si fa cenno anche alle caratteristiche organolettiche dei pesticidi anti-Xylella e si legge, non senza incertezza scientifica: “I neonicotinoidi paiono avere effetti devastanti per le api e di conseguenza per la tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare; riducono le attività respiratorie dei microorganismi del suolo, contribuendo ad alterare ulteriormente le già degradate condizioni podologiche del territorio, probabili concause dell’indebitamento immunitario degli ulivi salentini, con evidente inutilità, quindi, del loro utilizzo”.

Cosa possono fare ora la Regione o le organizzazioni agricole o chiunque voglia provare a vedere se i pesticidi funzionano contro la Xylella, che sta avanzando inesorabilmente oltre la Terra di Bari? Per eccesso di potere si può avanzare un ricorso gerarchico al prefetto nel termine di 30 giorni dalla pubblicazione o un ricorso al Tar nel termine di 60 giorni dalla pubblicazione oppure in via alternativa si può avviare un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica nel termine di 120 giorni dalla solenne pubblicazione.

L’associazione ambientalista “Il Popolo degli Ulivi” domani sarà ad Ostuni insieme ai Cobas e ad alcuni collettivi per un’assemblea pubblica e il 25 maggio a Bari per protestare ancora e ribadire lo stop ai pesticidi e fermare il Decreto Martina.

“Questi provvedimenti si sono basati su alcuni presupposti mai verificati o addirittura smentiti scientificamente e cioè che ci sia un rapporto di causa-effetto tra il batterio della Xylella ed il disseccamento degli olivi verificatosi in alcune zone del Salento (gli istituti ai quali è stata affidata la gestione dei campionamenti e della ricerca, nonostante l’ingente quantità di finanziamenti ricevuti, non hanno mai prodotto studi scientifici comprovati in materia) e che gli alberi affetti dal Co.di.r.o. (sindrome del disseccamento) siano destinati a morire. Diversi esperimenti scientifici, tra i quali alcuni finanziati dalla stessa Regione Puglia, dimostrano il contrario, così come dimostrano il contrario diverse esperienze di recupero attuate da agricoltori salentini”, scrivono gli ambientalisti nel loro volantino, convinti che tutta l’emergenza Xylella sia solo una operazione per fare “lucrosa biomassa facile e liberare suoli per speculative infrastrutture ridondanti, iper-edificazioni, e industrie della falsa Green Economy industriale”.

In provincia di Foggia i barricaderi salentini sono visti con molto scetticismo. Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura, è netto: “L’unico piano secondo noi credibile, seppur con una applicabilità parziale, è stato il Piano Silletti, dopo quello non c’è stato molto altro e nulla di strategico. Ce lo dicono i fatti. Oggi la Xylella sembra un male a cui guardiamo con distanza, ma ormai è noto che iniziano a trovarsi dei casi anche a Nord della Puglia e potremmo ritrovare dei segnali estesi anche in Capitanata. Questo fenomeno è stato gestito come sempre accade con grande distacco da chi non lo subisce, col tipico atteggiamento del Nont in my yard. Io credo che la Xylella sia problema europeo a cui manca una cabina di regia un po’ più ampia. Quello che spaventa è che non solo perderemo il patrimonio forestale e il prodotto, ma stiamo perdendo anche un territorio, oggi Xylella colpisce gli olivi e se attaccasse anche altre piante? Noi siamo un territorio di vivaisti al Sud. Le ordinanze dei sindaci mi paiono paradossali, io farei tutto quello che è previsto il piano Silletti, sembra che i pesticidi rovinino il mondo, sembrano ormai l’Ilva dell’agricoltura”. Quindi lei tratterebbe gli olivi con i pesticidi se avesse un oliveto in Salento? “Per fortuna non ce l’ho l’uliveto in Salento e posso stare più sereno”, conclude con una battuta amara Schiavone.

Intanto questa sera il presidente Michele Emiliano, sarà in contrada “Li Cuti” tra Fasano ed Ostuni insieme alla Giunta Nazionale della C.I.A., Confederazione Nazionale Agricoltori, per discutere proprio sul tema “Xylella Fastidiosa” alla presenza dei presidenti nazionali e regionali Cia Secondo Scanavino e l’imprenditore sanseverese Raffaele Carrabba.

La Cia ha organizzato una due giorni sul problema di ordine nazionale da affrontare con tempestività, lucidità e visione d’insieme, per tutelare il futuro dell’agricoltura e, più in particolare, dell’olivicoltura pugliese. Sulla Xylella la Cia è mobilitata a livello nazionale. “Lo ribadiamo ancora una volta – ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente di Cia Puglia -. Occorre fermare l’espandersi del batterio, mettendo in atto senza indugi le misure concordate dai livelli istituzionali. È necessario procedere ai reimpianti, sostenere gli olivicoltori con una programmazione chiara che metta in campo, e lo faccia celermente, le risorse necessarie a dare un futuro al comparto olivicolo”. Con i due giorni in Puglia, “il nostro presidente Dino Scanavino e la nostra Giunta nazionale vogliono dare un messaggio forte, chiaro, univoco anche a Roma e a Bruxelles – ha evidenziato Carrabba -. Servono un impegno e una catalizzazione di attenzione e risorse internazionali per affrontare un problema enorme, epocale, che rischia di cambiare i connotati alla nostra economia e alla stessa identità della Puglia”.

Tags: FoggiaLeo Di Gioiaregione pugliaXylella
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