L’ “ondata” gialla dovrebbe essere positiva, a meno di incredibili sorprese. 4mila iscritti del Movimento 5 Stelle in Puglia hanno votato o stanno votando per il contratto del governo del cambiamento gialloverde o gialloblu dai colori utilizzati nell’ultima bozza definitiva diffusa oggi dai pentastellati. I toni usati sulla piattaforma e dal capo politico Luigi Di Maio sono trionfali, pertanto chi osasse votare no, perché non convinto dal patto con la Lega, rimarrebbe in parte “macchiato” nella sua “fedina” di votante web Rousseau. “Stai per partecipare a una votazione storica. Sei chiamato a esprimerti sul contratto del governo del cambiamento. In Italia una cosa del genere non si è mai fatta: un esperimento unico di democrazia. Per essere firmato definitivamente ha bisogno di ricevere il parere positivo degli iscritti del MoVimento 5 Stelle. Dentro il contratto, come potrai leggere, ci sono tante nostre battaglie storiche (l’acqua pubblica, il reddito di cittadinanza, la cittadinanza) che ora possono finalmente essere realizzate. È il momento del coraggio. Leggi il contratto e vota”, si leggeva on line quando mancavano ancora più di due ore al sistema di votazione aperto oggi dalle 10 alle 20.
Sarà più tradizionale invece il sistema leghista, con i banchetti e un referendum dal contatto umano. Non si recherà al banchetto verde che ha ottenuto l’autorizzazione in Via Lanza il sindaco Franco Landella, che pure aveva sempre votato alle consultazioni salviniane, non ultima quella sul no allo Ius Soli.
“Non penso di andare, la questione è complessa, bisogna vedere se questo nuovo Governo ha una connotazione politica di un indirizzo gialloverde. Qualcuno si deve assumere la responsabilità di aver rotto il centrodestra. Come si può pensare di mettere in campo sia la flat tax sia il reddito di cittadinanza? C’è il timore dell’aumento dell’Iva, vedo che si continua a fare campagna elettorale. È un contratto che non ha un atteggiamento reale, le cose proposte sono tutte buone, ma bisogna avere la responsabilità di dire ai cittadini cosa si può fare e cosa non si può fare”.
È ottimista invece Eliseo Zanasi, presidente della Fondazione per il Mezzogiorno. In questi giorni c’erano state non poche polemiche sull’assenza di temi per il Sud nel contratto di governo. “Per quello che ho potuto leggere, c’è ancora da avere chiarezza sulle fonti di finanziamento, però io parto dal principio della democrazia- osserva- Se qualcuno oggi ha voluto dare questi numeri a M5S e alla Lega non possiamo stroncare un governo ancora prima che nasca. Il Sud l’hanno messo all’ultimo secondo, hanno inoltre messo solo ferro, ferro, ferro. Tutti gli investimenti trasportistici sono solo su ferro. Non possiamo stare senza governo, la mia preoccupazione è che si possa scatenare un meccanismo di speculazioni in borsa. Io credo che si debba formare un governo politico, avremo tempo per valutare l’effettivo funzionamento”.
