Stamattina, nella sede della Società Sanitàservice, si è tenuto un incontro informale con alcuni dipendenti e volontari appartenenti alla associazioni di volontariato, che operano sulle postazioni 118 affidate al no profit. Come anticipato dal nostro giornale, si sta infatti procedendo alla internalizzazione di alcune postazioni in provincia di Foggia.
“Ancora una volta la Asl Foggia – fanno sapere dal Cotes, il coordinamento territoriale dell’emergenza- urgenza di Foggia -, per il tramite della società in house, ha esternato chiacchiere da palcoscenico per cercare di convincere gli operatori ad accettare un piano di internalizzazione ‘virtuale’, che di vera internalizzazione non ha nulla. L’organizzazione del nuovo sistema, prevede l’assunzione per il tramite di agenzie di somministrazione di lavoro interinale, dei quattro dipendenti sottratti alle associazioni di volontariato, proponendo loro un contratto a termine. Inoltre il personale volontario verrebbe rispedito a casa, perché al momento non necessario. Certo che cercare di voler convincere i dipendenti assunti da oltre 10 anni, con contratti già stabilizzati e indeterminati a ritornare nel precariato, è una vera idiozia”.
“Eppure – continuano – qualcuno sostiene fortemente questo progetto, ideato dallo stratega in carica alla Direzione dell’Emergenza Urgenza foggiana. A questo punto ci si chiede, ma qual è il vero scopo di questa ennesima farsa? Al momento non abbiamo nessuna risposta. Sappiamo solo che è nato tutto da una e-mail inviata dalla Sanitàservice ad alcune associazioni di volontariato che gestiscono egregiamente il sistema 118, ove si chiedeva di presentarsi con i propri dipendenti, perdiscutere sull’internalizzazione delle postazioni. Tutto il resto è cronaca di tutti i giorni”.
Le Associazioni di volontariato “sostengono a gran forza un’internalizzazione seria, che coinvolga tutto il personale, sia dipendente che volontario, ed includa anche le attrezzature ed i mezzi, acquistati a qualsiasi titolo dai presidenti delle no profit. Non vogliamo sotterfugi e imbrogli in politichese, che non portano a soluzioni condivise e non danno alcun valore aggiunto. Siamo pronti a dare battaglie legali su tutti i fronti nel caso in cui le condizioni poste, siano ignorate o modificate”.
“Attendiamo con urgenza – proseguono – la convocazione di un tavolo tecnico con la ASL–FG e Sanitàservice, per prendere visione del piano implementato dalla Direzione dell’Emergenza Urgenza foggiana nel marzo 2018 e discuterlo, in ogni sua parte, con tutte le associazioni no profit del sistema118 foggiano. Siamo stanchi di essere sottoposti alle falsità, ed ingiurie giornaliere, dei soliti personaggi politicizzati, che continuano a fomentare ed inviare controlli nelle sedi del no profit. Il sistema 118 è nato dal volontariato, che ha creato ciò che la pubblica amministrazione ancora oggi, a distanza di 16 anni, non è in grado di concludere”.
Sul punto, è intervenuto anche il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, il quale ha precisato che non dovranno esserci “discriminazioni” nelle procedure. “Gli operatori del 118 in provincia di Foggia svolgono un servizio delicato e importante per la comunità – ha spiegato -. Tutti, sia che lo svolgano attraverso associazioni che in cooperative. Per questo, apprendere di internalizzazioni prossime venture presso la Sanitaservice ma limitate solo a pochi Comuni e unità, alimenta perplessità e preoccupazione, la stessa manifestata dalle organizzazioni sindacali di base. Anche perché la Regione Puglia ha introdotto – seguendo le normative vigenti in materia – la clausola sociale proprio per tutelare la professionalità di chi ha svolto proficuamente nel tempo il proprio lavoro, e per garantire continuità e stabilità occupazionale: disattenderla potrebbe quindi spalancare le porte all’ennesimo contenzioso che rappresenterebbe una sconfitta del buon senso. Per questo – conclude -, l’auspicio è che non ci siano discriminazioni e penalizzazioni, e i percorsi avviati coinvolgano tutti, in attesa del riordino dell’intero sistema. Ma in questa fase non è possibile né giusto lasciare indietro nessuno”.
