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Home » Crisi “nera” a San Giovanni Rotondo, il sindaco cerca sponde nella minoranza

Crisi “nera” a San Giovanni Rotondo, il sindaco cerca sponde nella minoranza

Di Antonella Soccio
30 Maggio 2018
in Politica
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I “quattro fasci in padella” insieme al “soffritto col Duce” sono stati archiviati, ma è ancora crisi “nera” nell’amministrazione politica sangiovannese di Costanzo Cascavilla.

Il sindaco non ha ancora sciolto le riserve e potrebbe decidere di dimettersi se non ricomporrà una maggioranza solida. “Stiamo lavorando, è presto per dire se questa amministrazione durerà. Per il momento le forze politiche con le quali ero stato eletto sembrano dubbiose. Stiamo dialogando con gli altri, che compongono il quadro della minoranza. È ovvio che se non riusciremo a trovare una sintesi andremo a casa”, osserva Cascavilla a l’Immediato. Anche lei quindi finirebbe prima la sua esperienza amministrativa? Perché è così difficile finire un mandato a San Giovanni? “Siamo un paese particolare, ma io non mi perdo d’animo, significherà che tornerò a fare il mio lavoro. Chissà, potrei andare anche a fare il consulente del professor Conte, se ritornerà premier”, scherza nella risposta.

Nell’ala destra della maggioranza c’è molta turbolenza. Forza Italia è riuscita con Mimmo Longo ad ottenere l’assessorato alle Attività produttive, più sfumata la posizione del maggiorente di sempre Gaetano Cusenza, che conta 2 consiglieri con Città Futura. C’è poi l’enigma Lega di Mauro Cappucci  e Marianna Natale, i quali chiedono da tempo la rimozione della vicesindaca incamiciata Nunzia Canistro, sebbene il sindaco ha ribadito più volte che l’avvocata è intoccabile.

La Lega ha oggi un suo assessore con Aurelio Pasqua, ma continua a tentennare, anche per la linea nazionale del Capitano Matteo Salvini. Un piede nell’opposizione e un piede nella maggioranza. “La crisi è dovuta da una spinta di Mauro Cappucci che a tutti i costi vuole spadroneggiare dentro la maggioranza”, osserva qualche bene informato.

A far scendere le quotazioni di Cascavilla si aggiunge anche lo scenario provinciale. Il duo assessorile regionale Piemontese-Di Gioia in campagna elettorale per le Politiche del 4 marzo aveva fatto credere al sindaco che potesse essere lui il candidato presidente della Provincia il prossimo autunno per il dopo Miglio, ma oggi il suo nome appare del tutto scalzato da quello del giovane piddino montanaro, il sindaco della città dell’Arcangelo Pierpaolo d’Arienzo.

Tags: Cascavillacrisi politicaSan Giovanni Rotondo
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