Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Foggia, in seguito ad attività info-investigativa inerente le denunce-querele sporte da madre e figlia, hanno dato esecuzione all’applicazione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese all’indagato D.M. classe 1973. Misura coercitiva emessa il 30 maggio scorso dal gip Protano del Tribunale di Foggia.
L’indagato durante la convivenza con la compagna, la maltrattava con continui atti di violenza fisica e psicologica così da alimentare nella donna un continuo stato di pressione psicologica e di prostrazione morale. Dopo la decisione della vittima di interrompere la relazione con l’indagato, quest’ultimo la perseguitava sia per strada che presso la sua abitazione e nei vari luoghi che la donna frequentava. L’uomo la raggiungeva di continuo, minacciando ritorsioni e violenze. In un’occasione l’indagato si presentava armato di coltello davanti all’abitazione della persona offesa, colpendo con vari calci la porta di ingresso dell’appartamento così da terrorizzare sia lei che la figlia.
