A circa sei mesi dalla nostra prima incursione al Rione Biccari, l’abbandono degli spazi pubblici e il degrado delle zone più periferiche, che dovrebbero essere costeggiate dall’avvio dell’Orbitale di Foggia, rimangono immutati. Cumuli di rifiuti e di scarti edili giacciono sul ciglio della strada, nonostante il ben visibile cartello di divieto di scarico di monnezza.
Tutto questo a pochi metri in linea d’aria dal nuovo plesso ospedaliero in costruzione con la facciata colorata e le tessere in via di composizione, che rinviano all’astrattismo di Mondrian. L’effetto tra la mastodontica opera pubblica e la discarica a cielo aperto è straniante.
Il consigliere comunale Nicola Russo, eletto con Forza Italia ed ex consigliere circoscrizionale, ha ottenuto nel suo quartiere circa 400 voti. Consensi che teme di non poter più riconfermare, dopo una legislatura di Franco Landella a dir poco inerte per questo pezzo di città. Da parecchi mesi Russo è all’opposizione, ma questo potrebbe non bastare a giustificare l’assenza di soluzioni.
Il consigliere, che conosce personalmente i disagi delle famiglie con bambini e ragazzi disabili, sta anche mappando gli interventi di ripristino dei parcheggi per diversamente abili, che in alcuni casi, come a Piazza San Francesco,
sono stati ricostituiti con misure ridotte rispetto alla norma, provocando a suo avviso la mancata realizzazione della pitturazione del passaggio carrozzina. Russo ha chiesto agli addetti alla segnaletica di recuperare qualche posto in più sulle strisce blu, senza ridurre gli stalli dedicati.
“Come faccio a ripresentarmi dai cittadini? Per due anni circa abbiamo lavorato al meglio, nella squadra di governo c’erano molti giovani desiderosi di fare, poi il sindaco è stato travolto dalle sue ambizioni e da una campagna elettorale permanente”, dice con rammarico Russo a l’Immediato.
Alla fermata dell’autobus la situazione è paradossale. Si scende ancora dalla circolare cascando tra i cardoni e le erbacce spinose ed infestanti dei campi a pochi passi dalla strada, che dovrebbe essere presto asfaltata dalla governance degli Ospedali Riuniti, ribattezzati Policlinico da Emiliano, in cambio della ottenuta Via Pinto per la Cittadella.
I residenti si attrezzano come possono. Gianluca Monte è critico: “La vegetazione incolta ci sovrasta, le cose sono peggiorate da quest’inverno, il pozzo è ancora aperto e le bisce camminano, alcuni proprietari se le son ritrovate nei giardini, hanno ormai anche installato delle trappole per i roditori. Siamo abbandonati da 17 anni, paghiamo regolarmente le tasse, la Tari è aumentata, siamo arrivati a 500 euro ad appartamento, ma la sporcizia aumenta. Ci sono zanzare e insetti dappertutto, la disinfestazione non è mai stata fatta ufficialmente dall’amministrazione o dall’azienda che cura il verde. Quello che c’è, è frutto di iniziative personali dei residenti, alcuni hanno dimostrato di avere un pollice verde incredibile, c’è chi ha anche realizzato dei vialetti per tutti. Siamo noi che autotassandoci manteniamo il quartiere in uno stato decoroso. Il condominio delibera determinate spese per gli spazi pubblici, chiamiamo le ditte ogni 6 mesi per lavori vari. I residenti di questa stecca sono 20, ma il comprensorio conta 60 famiglie per 120 metri di lunghezza”.